“2020 ancora favorevole alle azioni, ma con preferenza per l’Europa”

Mirova
di Virgilio Chelli 9 Febbraio 2020 - 10:30

Mirova, affiliata di Natixis IM, vede proseguire le condizioni favorevoli per gli asset a rischio, anche se a fronte di un premio ridotto, ma avverte sui potenziali rischi geopolitici che incombono più sugli Stati Uniti

Lo scenario del 2020 continua a restare favorevole agli asset a rischio, a cominciare dalle azioni, ma con attese di ritorno più contenute rispetto al 2019, che si potrebbero cifrare in un 10% proprio per gli investimenti azionari, con una preferenza per le Borse europee rispetto a quella americana. Attese simili anche per il mercato dei corporate bond, che in Europa dovrebbe segnare un lieve apprezzamento. E’ lo scenario che delinea Mirova, affiliata di Natixis Investment Managers specializzata in investimenti sostenibili, nel suo outlook sull’anno appena iniziato.

MODERATO OTTIMISMO ANCHE PER IL PRESIDIO DELLE BANCHE CENTRALI

La casa d’investimento cita diverse ragioni a supporto di questo quadro di moderato ottimismo, a cominciare dalla previsione che le banche centrali mantengano politiche accomodanti, nel momento in cui entrano in un lungo periodo di revisione strategica durante il quale i tassi dovrebbero restare fermi, sia per la Bce che per la Fed. La normalizzazione monetaria non è ancora all’orizzonte, mentre invece potrebbero essere possibili ulteriori allentamenti monetari per evitare possibili rischi di recessione.

LA POLITICA FISCALE DOVREBBE DARE UNA SPINTA ALLA CRESCITA IN EUROPA

Mirova vede anche politiche fiscali espansive in Europa, soprattutto in Francia, Gran Bretagna e Olanda, ma sfortunatamente non abbastanza in Germania, che dovrebbero contribuire a tenere basso o bassissimo il livello dei tassi di interesse. Questo dovrebbe gradualmente andare a sostenere la crescita nei prossimi trimestri, mentre l’attività manifatturiera potrebbe beneficiare della spinta aggiuntiva che arriva dall’allentamento delle tensioni commerciali USA-Cina e dal percorso definito imboccato dal processo di Brexit.

A SOSTEGNO DELL’AZIONARIO EUROPEO ANCHE L’ANNO ELETTORALE AMERICANO

Intanto, sia in USA che in Europa, sia i consumi che il mercato del lavoro dovrebbero continuare robusti, rappresentando i maggiori driver della crescita. A sostegno della preferenza relativa per l’azionario europeo, Mirova cita anche aspettative che gli investitori americani tornino a focalizzarsi su alcuni segmenti delle Borse europee. Inoltre, il gap tra Stati Uniti ed Europa dovrebbe ridursi nel 2020 perché il rischio ‘politico’ dovrebbe impattare di più il mercato americano, che passerà praticamente quasi l’intero anno in attesa delle elezioni presidenziali.

LA RICHIESTA DI AZIONI È ATTESA IN AUMENTO MENTRE L’OFFERTA SARÀ IN DECLINO

Da una prospettiva più globale, Mirova ritiene che la richiesta di azioni aumenti nel 2020, soprattutto da parte di investitori individuali, in corrispondenza di un atteso declino dell’offerta, dato il rallentamento delle emissioni azionarie e la contestuale accelerazione dei programmi di riacquisto. A favore delle azioni gioca anche il confronto con le altre asset class, soprattutto i bond, sulle quali gli investitori sembrano mantenere un atteggiamento neutrale.

Mercato rialzista, il giusto equilibrio tra opportunità di investimento e rischio

Mercato rialzista, il giusto equilibrio tra opportunità di investimento e rischio

OTTIMISMO MODERATO PER IL PERDURARE DI FATTORI DI RISCHIO GEOPOLITICI

Il favore per gli asset a rischio resta comunque moderato, perché i rischi geopolitici sono ancora numerosi e irrisolti. Mirova cita le tensioni USA-Iran, oltre alle polarizzazioni che stanno emergendo nella campagna elettorale americana e che potrebbero alimentare nervosismo sul mercato.

AMBIENTE E DISEGUAGLIANZA SONO I RISCHI SISTEMICI DI LUNGO TERMINE

In conclusione e allungando lo sguardo Mirova cita due rischi ‘sistemici’ rispetto ai quali ipotizza addirittura una ‘riforma’ del capitalismo: quello ambientale e la crescente diseguaglianza. Due rischi che possono generare esiti distruttivi, sia a livello ecologico che sociale, e rispetto ai quali non c’è alternativa all’Ottimismo della Volontà. Che per l’investitore vuol dire puntare sulle società più attraenti in termini di performance ambientale e sociale.

Financialounge - Telegram