Mercati, il futuro dipende dalla classe media asiatica

Asia
di Leo Campagna 6 Febbraio 2020 - 7:00

I consumi guideranno l’andamento futuro dei mercati. E a fare la differenza, spiega Carlo Benetti di GAM, saranno i consumatori asiatici con redditi elevati che presto diventeranno ricchi

Le prospettive dei Paesi emergenti per i prossimi decenni sono grossomodo le medesime in cui erano i paesi avanzati settant’anni fa. Ne è convinto Carlo Benetti, market specialist di GAM (Italia) SGR, nel suo ultimo “L’Alpha e il Beta”. Un approfondimento nel quale l’esperto tratteggia le condizioni che nei tre decenni di sviluppo tra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso permisero di realizzare un eccezionale fenomeno sociale, ritrovandone i connotati negli attuali più dinamici paesi in via di sviluppo.

IL GRANDE BOOM DEL SECONDO DOPOGUERRA

“Nel secondo dopoguerra si creò una situazione mai sperimentata nella storia, con una fluida mobilità sociale e una rapida diffusione del benessere che ha riguardato decine di milioni di persone in Europa e negli Stati Uniti”, afferma Benetti. Secondo il quale a imprimere un’accelerazione a quel fenomeno furono due fattori: l’accesso all’istruzione primaria e l’urbanizzazione. Il primo fattore spinse un crescente numero di giovani a proseguire negli studi secondari e universitari creando i presupposti per uno straordinario miglioramento delle competenze della forza lavoro. L’urbanizzazione, invece, determinò il passaggio dall’agricoltura alla fabbrica e ai servizi di milioni di persone, anche grazie alla realizzazione di imponenti opere di infrastrutture per la mobilità e le comunicazioni.

LE DINAMICHE DEMOGRAFICHE SPINGONO I PAESI EMERGENTI

Ora, segnala Benetti, il fenomeno dell’urbanizzazione e dell’accesso all’istruzione riguarda quasi esclusivamente i Paesi emergenti come conseguenza delle dinamiche demografiche, con l’età media degli abitanti in crescita nei paesi di antica industrializzazione, e le aree emergenti più giovani e, da oltre vent’anni, con tassi di crescita economica senza precedenti.

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LA CLASSE MEDIA VERSO I 5 MILIARDI DI PERSONE

La classe media entro i prossimi dieci anni includerà circa cinque miliardi di persone, per la gran parte collocate in Estremo Oriente e Asia del Sud. “Secondo i ricercatori dell’ISPI il 65% (pari a 35 mila miliardi di dollari) dei consumi mondiali di beni e servizi è stato generato dalla classe media globale: nel 2030 questa voce dovrebbe salire a 63 mila miliardi di dollari”, fa sapere Benetti.

CACCIA AGLI “HENRY”

Non sorprende che si sia già scatenata la caccia ai cosiddetti Henry (HighEarners-Not–Rich-Yet), persone dai redditi elevati ma non ancora ricche. Vi rientrano coloro con redditi compresi tra i 100.000 e i 250.000 dollari e patrimoni finanziari inferiori a un milione di dollari. E che prediligono gli strumenti digitali, preferiscono la rapidità degli acquisti online e mostrano una certa inclinazione ai consumi . Un target decisamente appetibile che vede le griffe del lusso e le aziende di alta gamma cercarne la fidelizzazione. Le leve utilizzate sono, da un lato, la fedeltà alla qualità, alla tradizione e all’autenticità, e, dall’altra, lo sviluppo di sistemi all’avanguardia per gli acquisti on-line, la presenza sulle piattaforme social network, e anche buone pratiche di sostenibilità ambientale.

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