Alternanza tra propensione e avversione al rischio: come sopravvivere nel 2020

Allianz GI
di Redazione 28 Novembre 2019 - 21:05

La ricetta di Dwane (AllianzGI) per il 2020 prevede forti convinzioni d’investimento e una gestione attiva del rischio, in modo da ricercare le fonti di alpha (extra rendimento rispetto al mercato)

Ad un mese dalla conclusione, il 2019 lascia in eredità una situazione fluida sui mercati finanziari. Da un lato le banche centrali proseguono nelle loro politiche monetarie espansive per cercare di riaccendere la crescita. Dall’altro, performance oltre il 20% per i mercati azionari e rendimenti ai minimi per le obbligazioni disegnano un contesto di partenza per il nuovo anno molto più complicato per gli investitori.

PERCHE’ RINUNCIARE ALLE STRATEGIE PASSIVE

“Riteniamo che nel 2020 ci possa essere una continua alternanza tra avversione e propensione al rischio, in un contesto di tassi bassi, scarsa crescita economica, e maggiore incertezza politica” fa presente Neil Dwane, Global Strategist di AllianzGI, convinto della necessità di gestire in modo attivo il rischio di portafoglio rinunciando a strategie passive che legherebbero gli investitori ai rendimenti volatili di un indice di mercato. Le aspettative sulla crescita globale sono infatti piuttosto modeste per il nuovo anno, complici la decelerazione degli Stati Uniti e la continua incertezza sulle ripercussioni degli sviluppi monetari e politici sui mercati finanziari, in primis le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

SERVONO ANCHE POLITICHE FISCALI

E’ vero che le politiche delle Banche Centrali resteranno anche nel 2020 un importante punto di riferimento dei mercati ma è evidente come gli stimoli monetari diventino sempre meno efficaci e gli attuali tassi di interesse estremamente bassi lascino ben pochi spazi di manovra. “E’ probabile che le Banche Centrali proseguano nei loro stimoli aggiuntivi, sebbene con effetti limitati. Proprio questa dinamica potrebbe propiziare il contributo dei governi chiamati ad incrementare la spesa pubblica e/o la riduzione delle imposte” specifica Dwane.

ALLA RICERCA DI FONTI DI ALPHA

In tale scenario, in cui i mercati alterneranno fasi cosiddette di ‘risk-on’ (propensione alle asset class più rischiose ) a fasi di ‘risk-off’ (avversione al rischio), i portafogli dovrebbero incorporare, secondo Dwane, forti convinzioni d’investimento e gestire attivamente il rischio, in modo da ricercare le fonti di alpha (extra rendimento rispetto al mercato).

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CRITERI ESG

Tra le opzioni a disposizione degli investitori alla ricerca di investimenti alternativi a quelli indicizzati, figurano le implicazioni sul cambiamento climatico e sugli altri rischi che le singole aziende potrebbero dover affrontare nella loro specifica attività di produzione di beni e servizi. “La decisione di implementare nelle scelte d’investimento criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) può offrire vantaggi sotto il profilo della gestione del rischio senza necessariamente compromettere il rendimento potenziale” puntualizza Dwane . Il quale, a questo proposito, ricorda come SRI (investimenti socialmente responsabili), Integrated ESG, investimenti allineati agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e Impact Investing, possono contribuire a migliorare il profilo di rischio/rendimento.

INVESTIMENTI TEMATICI

“Tramite gli investimenti tematici è invece possibile posizionare i portafogli in sintonia alle sfide per la nostra società in cui viviamo, consapevoli di come cambiamenti strutturali a lungo termine, frutto della regolamentazione piuttosto che dell’innovazione tecnologica, possano creare opportunità di investimento” conclude Dwane.