Idee di investimento – Obbligazioni – 25 novembre 2019

idee di investimento
di Redazione 25 Novembre 2019 - 9:22

I Bund tedeschi sono in zona “bolla finanziaria” mentre l’oro può ancora svolgere un ruolo di stabilizzatore del portafoglio. I tassi a zero e sottozero rendono ancora appetibili gli high yield in euro e il debito emergente

LA SOPRAVVALUTAZIONE DEI BUND

Secondo Alberto Conca, cio di Zest, le sopravvalutazioni che il mercato sta scontando non riguardano né le azioni né le obbligazioni societarie ma i titoli governativi: a partire da quelli tedeschi. Il mercato delle emissioni obbligazionarie societarie considera – in modo implicito – il livello dei tassi attuale come non “corretto”, dal momento che gli spread attuali oscillano intorno a 0,99% contro una media dello 0,45% in cui si muovevano negli anni prima del 2008. “In pratica il mercato dei corporate bond sta scontando livelli dei tassi decennali tedeschi di circa 0,5% – 0,6%. Pertanto se di sopravvalutazioni si deve parlare sui mercati finanziari in questo momento questa si trova nel mercato dei governativi e non nel mercato azionario o delle obbligazioni societarie” sottolinea Conca nell’articolo “La vera bolla finanziaria sono i Bund tedeschi” . L’esperto conclude specificando come tale sopravvalutazione nel Bund sia riscontrabile anche mettendo a confronto gli utili per azioni (il cosiddetto earning yield) e il tasso del Bund: anche in questo caso il mercato azionario sconta di già livelli dei tassi superiori rispetto agli attuali.

IL PARACADUTE DEL CASH NEL CASO ARRIVASSE UNA CORREZIONE

A questo punto il rischio – come argomenta nell’articolo Mercati, il paracadute liquidità in caso di correzione Alessandro Tentori, cio di AXA Investment Managers Italia, potrebbe essere quello di un movimento al rialzo troppo violento dei rendimenti dei titoli governativi sulle scadenze lunghe, che potrebbe irrigidire le condizioni finanziarie penalizzando così i conti delle imprese e in ultima analisi le quotazioni delle azioni. Ma i questo caso si potrebbe aprire un paracadute, costituito dal cash abbondante accumulato dagli investitori nei mesi precedenti. Secondo Tentori, infatti, se sull’azionario dovesse arrivare una correzione dovuta proprio a un rialzo troppo brusco dei tassi, ci sarebbero comunque molti soldi pronti a entrare, attutendone l’impatto.

ORO FUORI DAI RADAR, MA RESTA UN PRESIDIO ANTI TURBOLENZE

Intanto, con i mercati che puntano su un’evoluzione positiva dello scenario globale aumenta la propensione al rischio e l’oro, classico investimento rifugio, ne fa le spese ed esce dai radar. Tuttavia, Antonio Anniballe, gestore del team multi asset Italia di GAM Italia Sgr, continua a ritenere che l’investimento sui metalli preziosi abbia una propria valenza intrinseca nei portafogli, soprattutto in un frangente in cui i mercati rivedono al ribasso i rischi. Come sempre in questi casi, osserva l’esperto di GAM nell’articolo Investimenti, è già finita la corsa all’oro?, quando il posizionamento degli investitori diventa “ottimista” aumentano anche le possibilità di delusione, e quindi di movimenti correttivi. Per questi motivi GAM ritiene che accanto ad un’esposizione orientata ad azioni e credito, che sono i veri beneficiari dello scenario attuale, l’oro rappresenti sempre l’investimento d’elezione nel caso i rischi geopolitici, o quelli relativi a un ciclo economico non ancora saldo, tornino improvvisamente alla ribalta.

PREFERENZA AGLI HIGH YIELD IN EURO

Infatti, come specifica anche Matteo Germano, cio Italy e global head of multi-asset di Amundi nell’articolo Amundi: la flessibilità è d’obbligo in un contesto incerto, per mettere al sicuro il portafoglio si può pensare anche a coperture strutturali come lo yen giapponese o l’oro. “La scarsa visibilità sugli utili futuri ci induce ad adottare prudenza nei confronti delle azioni”, commenta il cio Italy e global head of multi-asset di Amundi. “Il valore relativo tra le azioni e le obbligazioni si sta riducendo, ma è troppo presto per adottare una posizione totalmente difensiva”. Cosa è meglio fare? La quantità di obbligazioni con un rendimento negativo è ai massimi storici, per questo la caccia al rendimento continuerà. “Sul fronte delle obbligazioni societarie, preferiamo quelle in euro a quelle in dollari Usa”, è quanto emerge dall’analisi di Amundi. “Da un punto di vista tattico, privilegiamo le obbligazioni HY (ad alto rendimento, ndr) in euro (principalmente per il carry) alla luce dell’outlook positivo sul tasso di default, dell’offerta limitata e delle politiche accomodanti della Bce”. L’atteggiamento accomodante delle banche centrali dovrebbe continuare anche nei prossimi mesi. “Qui rimaniamo favorevoli alla duration (durata finanziaria, ndr), ma abbiamo aggiustato alcune delle nostre opinioni sui tassi reali dei titoli di Stato decennali britannici e sugli Schatz, che continueranno ad essere supportati dalla politica ultra-espansiva delle Bce”, conclude  Germano.

CAPITALE UMANO, UN POTENZIALE STERMINATO PER I PAESI EMERGENTI

Intanto, in un mercato sommerso dai tassi a zero e negativi, i mercati emergenti continuano ad attrarre gli investitori alla ricerca di rendimenti di una certa consistenza. A questo proposito vale la pena ricordare che esiste una stretta relazione tra il capitale umano di un Paese – ossia il valore economico delle competenze e delle capacità delle persone – e il suo rating creditizio. E questo vale anche – e soprattutto – per i Paesi in via di sviluppo, tutti frenati da una evidente sotto-utilizzazione della loro popolazione. Pictet AM ha perfezionato negli anni un metodo proprietario capace di cogliere nuove fonti di informazioni. “Informazioni preziose che ci consentono di sviluppare un dialogo più efficace e diretto con i responsabili della politica e i leader delle aziende che hanno il potere di influenzare le politiche che riguardano lo sviluppo del capitale umano. Riuscire a trasmettere il messaggio corretto per le persone che abitano nel Paese rappresenta la mission e ci agevola nella gestione del capitale dei nostri investitori con l’obiettivo di migliorarne i rendimenti a lungo termine” spiega nell’articolo Economie emergenti, come sbloccare le potenzialità del capitale umano Mary-Therese Barton, head of Emerging market debt di Pictet Asset Management.

MERCATI EMERGENTI, L’OPZIONE DEI CERTIFICATI D’INVESTIMENTO

Infine, per chi fosse interessato ai Paesi in via di sviluppo, esiste la possibilità di evitare i prodotti che espongono in modo diretto all’andamento delle valute. I certificati d’investimento offrono la possibilità di investire su qualsiasi mercato (azionario, materie prime, tassi di interesse e valute) con diverse varianti tramite le quali è possibile intraprendere particolari strategie di investimento a capitale protetto o condizionatamente protetto. Nell’articolo Guadagnare con le valute emergenti grazie ai certificati a capitale protetto è illustrato un esempio di certificato d’investimento con sottostante valute emergenti.