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Banche, robot al posto degli impiegati: comincia Deutsche Bank

Bancari e gestori più colpiti dalla ristrutturazione che farà risparmiare a Deutsche Bank 6 milioni di euro in tre anni. A rischio 18mila dipendenti

di Fabrizio Arnhold 21 Novembre 2019 - 7:15
financialounge - news #
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Robot al posto delle persone. Deutsche Bank cerca di uscire dalla crisi in cui versa ormai da anni, affidandosi all’intelligenza artificiale. Il primo istituto tedesco, infatti, sta utilizzando algoritmi più sofisticati per rimpiazzare posti di lavoro. A rischio i 18mila esuberi, in tre anni, annunciati dal numero uno Christian Sewing. La tecnologia è pronta a rimpiazzare l’uomo, per far risparmiare circa 6 milioni di euro in tre anni. 

IL TITOLO IN DIFFICOLTÀ


Il titolo di Deutsche Bank naviga in cattive acque, sui minimi di sempre, a quota 6,60 euro, il 50% in meno rispetto a tre anni fa e il 70% in meno dal 2014. Gli azionisti hanno davvero poco da stare allegri e ogni rimedio è accolto come un possibile passo in avanti per migliorare una situazione disastrosa. “Questa operazione sta aumentando massicciamente la produttività della banca”, commenta Mark Matthews, head of operation e Corporate investment. Insomma, se il lavoro lo fanno gli algoritmi, non c’è più bisogno di pagare lo stipendio agli impiegati umani. E la banca risparmia soldi.

I ROBOT RIMPIAZZANO GLI UMANI


I nuovi robot, in poco tempo, hanno “liberato” 680mila ore di lavoro manuale e hanno effettuato 5 milioni di transizioni nella divisione corporate e 3,4 milioni di controlli nel ramo investimenti. Le macchine, però, riescono a svolgere solo semplici attività come rendicontazione, invio di mail e report ai clienti del segmento azionario. I più colpiti da questa scelta della banca sono gli impiegati allo sportello, ma anche gestori e chi lavora nelle divisioni investimenti e analisi. 

Fintech, il risparmio gestito accetta la sfida


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IL RISCHIO IN ITALIA 


“Nel nostro Paese, gli investimenti in questo ambito più avanzato della tecnologia sono ancora minimi”, spiega a La Stampa, Lando Maria Sileoni, segretario della Fabi, Federazione Autonoma Bancari Italiani. “Il caso di Deutsche Bank è particolare e la mossa di puntare sul Fintech è sicuramente legata alla necessità di un recupero sui costi più che a un miglioramento di un servizio offerto”. Nel settore degli investimenti sono già attivi i robo-advisor che forniscono servizi di consulenza e di investimento sui mercati finanziari: le macchine sono usate anche per definire il profilo di rischio di un cliente. 

NEGLI USA A RISCHIO 200MILA POSTI


I robot e i computer mettono a rischio l’esistenza del 14% dei posti di lavoro attuali nei prossimi venti anni, secondo uno studio dell’Ocse. I robot porteranno via all’industria del credito americana 200mila posti di lavoro nei prossimi dieci anni, si legge in uno studio di Wells Fargo. Insomma, il futuro è tracciato: le banche americane spendono ogni anno circa 150 miliardi di dollari in tecnologia e innovazione, più di qualsiasi altro settore. 
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