azioni

Idee di investimento - Azioni - 28 ottobre 2019

Se gli indicatori macro arrestassero il loro declino ci sarebbero le condizioni per un aumento della propensione al rischio. Opportunità nei mercati emergenti e con il 5G, mentre su banche ed energia serve cautela

28 Ottobre 2019 10:05

financialounge -  azioni idee di investimento

COSA POTREBBE ROMPERE L’IMPASSE SUI MERCATI


L’attuale situazione resta sostanzialmente in fase di stallo da circa sei mesi per la combinazione di due forze contrapposte. Da un lato un significativo atteggiamento prociclico delle banche centrali ritornate in modalità accomodante nelle loro politiche monetarie. Dall’altro l’escalation della guerra commerciale e dati congiunturali sempre più deboli che hanno fiaccato il vigoroso rally dei mercati di inizio anno. “Cosa potrebbe rompere l’impasse? E’ vero che la combinazione di minori tensioni geopolitiche, sentiment degli investitori tutt’altro che euforico, e valutazioni relative dell’azionario rispetto al governativo risk-free propendono per una possibile nuova fase rialzista dei mercati. D’altro canto, tuttavia, riteniamo che affinché ciò sia possibile occorre una convincente svolta positiva degli indicatori macroeconomici” fanno sapere nell’articolo Euromobiliare Sgr: “Possibile nuova fase rialzista dei mercati gli esperti di Euromobiliare Sgr.

POSSIBILE AUMENTO DELLA PROPENSIONE AL RISCHIO


“Se da un lato ci aspettiamo che la politica monetaria continui a sostenere la crescita complessiva non solo nell’area Euro, negli Usa e in Giappone, a livello globale le banche centrali hanno ridotto i rispettivi tassi di riferimento in più di 40 occasioni in totale dall’inizio dell’anno – aggiunge nell’articolo Dolcetto o scherzetto? Cosa porterà Halloween sui mercati Ann-Katrin Petersen, vice president, global economics & strategy di AllianzGI.– dall’altro, gli eventi delle prossime settimane potrebbero portare dolcetti ai mercati o giocare loro qualche scherzetto”. Negli Stati Uniti, si attende anche la decisione sui tassi che la Federal Reserve prenderà mercoledì prossimo. “Il mercato monetario Usa stima una probabilità del 90% circa un terzo taglio preventivo di 25 punti base, che porterebbe il corridoio target dei tassi Fed fund all’1,50-1,75%”, commenta la vice president di AllianzGI. Che poi conclude illustrando cosa si aspetta nelle prossime settimane: “In linea di massima, in caso di riduzione dei downside risk sul fronte politico, sarà probabile un aumento della propensione al rischio”. Diversamente, le richieste di misure fiscali si faranno più insistenti.

BANCHE, REQUISITI DI CAPITALE PIÙ ALTI, MENO DIVIDENDI E BUY-BACK


Il contesto resta comunque ostile ai margini e ai profitti della banche. In particolare, i problemi delle banche europee si riflettono anche sulle quotazioni di Borsa. Per le grandi banche americane il ‘return on equity’ medio l’anno scorso si è attestato al 16%, mentre le europee hanno fatto solo un magro 6,5%. E se il business non cresce, le banche europee, come viene illustrato nell’articolo Utili faticosi per le banche europee, le italiane aiutate dallo spread, devono per forza concentrarsi sui tagli al personale e agli altri costi per far tornare i conti, come HSBC, l’italiana UniCredit, le tedesche DB e Commerz, solo per fare qualche nome, che di recente hanno annunciato piani di ristrutturazione. E poi ci sono i nuovi requisiti di capitale sempre più stringenti da quando è scoppiata la crisi. L’obbligo di detenere un capitale di riserva sempre più elevato, vuol dire sempre meno soldi disponibili per dividendi e buyback, un rischio che secondo un recente report di Citi riguarda soprattutto UBS, RBS, HSBC e Lloyds.

SETTORE ENERGIA, FUTURO LEGATO ALLA RIPRESA ECONOMICA


Un altro settore che continua a soffrire in Borsa è quello energetico. Secondo Mina Shankar, Analyst Multi-Asset Investments di Schroders le possibilità di un ritorno a performance superiori alla media di mercato da parte del settore energetico sono strettamente legate ad una forte ripresa del ciclo economico. Per il momento, sul piatto della bilancia nelle scelte degli investitori, pesa molto di più la trade war per il suo significativo impatto negativo sulla domanda di petrolio a livello globale rispetto ai rischi geopolitici per lo più di portata temporanea e limitati al Medio Oriente. “Il team Multi-Asset di Schroders mantiene una esposizione neutrale sul settore energetico. È vero che i titoli di questo settore presentano valutazioni interessanti ma è altrettanto vero che non scorgiamo un driver in grado di propiziare una inversione di tendenza positiva delle performance. Riteniamo che occorra aspettare un cambiamento nel trend dei dati ciclici che, nel momento in cui segnaleranno una ripresa più sostenibile, apriranno interessanti opportunità d’investimento nel segmento dell’energia” puntualizza nell’articolo Schroders: male i titoli energetici, solo una scossa può risvegliarli Mina Shankar

PREFERENZA ALL’AZIONARIO E AI MERCATI EMERGENTI


Nonostante le variabili in atto e la persistente incertezza, Loredana La Pace, Country Head per l’Italia di Goldman Sachs Asset Management, continua a preferire l’azionario all’obbligazionario societario e l’obbligazionario societario a quello governativo”. A sostegno di questa scelta, ritenuta valida nonostante i prezzi non propriamente contenuti, GSAM vede una moderata crescita degli utili a supporto dei rendimenti. “Anche se le valutazioni rimangono generalmente elevate, riteniamo che siano giustificate dal regime di inflazione basso e stabile in cui ci troviamo” precisa nell’articolo Emergenti e millennials per portafogli a prova di futuro La Pace. I mercati emergenti restano una delle aree preferite da GSAM, sia per l’azionario che per l’obbligazionario, ma anche dal punto di vista di ricerca e analisi: “Il punto non è capire se investire – spiega La Pace – ma come e dove, poiché gli emergenti in questo momento svolgono un ruolo rilevante e sono favoriti dal trend demografico e l’innovazione tecnologica”. E in riferimento al primo trend, saranno i millennials – la generazione di nativi digitali nati tra il 1980 e il 2000, – a fare la differenza perché in grado di modificare i business delle società attraverso un nuovo modello di consumo.

PERCHÉ IL 5G È INTERESSANTE PER GLI INVESTITORI?


A questo proposito come viene spiegato nell’articolo CANDRIAM: 5G, pronti alla seconda ondata, nel prossimo futuro l’impatto della tecnologia 5G sarà particolarmente evidente in settori come l’internet of things, la guida autonoma e le smart city. “Il 5G è e sarà una fonte di crescita del fatturato per molte aziende, pertanto nei prossimi anni è bene che gli investitori monitorino tali aziende”, specifica Johan Van der Biest, senior equity fund manager e lead manager del Candriam Equities L Robotics and Innovative Technology. Naturalmente molte di queste aziende operano nel settore IT. A causa delle caratteristiche del 5G, aziende di semiconduttori come Xilinx, Qualcom, Qorvo e Marvell stanno già osservando significativi flussi di reddito dal 5G. I collaudi delle reti 5G e dei dispositivi 5G permettono ad aziende come Keysight, Teradyne e National Instruments di registrare solidi flussi di reddito dal 5G. I fornitori di apparecchiature di rete Ericsson, Nokia, Huawei e Samsung ne trarranno sicuramente beneficio.

Trending