Assogestioni

Fondi azionari, performance brillanti da inizio anno

Nonostante il positivo dato di settembre (+478 milioni di euro) la raccolta netta dei fondi azionari da inizio anno resta in profondo rosso (-6 miliardi). Le ottime performance 2019 non hanno rimarginato le ferite del IV trimestre 2018

di Redazione 24 Ottobre 2019 12:48

financialounge -  Assogestioni Fondi azionari raccolta netta risparmio gestito
Il mese di settembre si è chiuso con un solido dato di raccolta netta mensile per l’industria italiana del risparmio gestito. In base ai dati Assogestioni ammonta a 1,87 miliardi di euro l’ammontare delle adesioni nel mese, oltre metà delle quali confluite nei fondi comuni.
Le tre categorie che hanno beneficiato dei flussi in ingresso positivi cono state quelle dei bilanciati (724 milioni) , degli obbligazionari (1,17 miliardi) e degli azionari (478 milioni). Questi ultimi, nonostante l’ottimo risultato mensile accusano ancora un saldo pesantemente negativo da inizio anno con -5,98 miliardi in rosso tra nuove sottoscrizioni e richieste di riscatto.

PERFORMANCE BRILLANTI DA INIZIO ANNO


Un risultato che stride con le performance della maggior parte dei fondi azionari da inizio anno. Basti pensare che, a parte l’investimento negli etf specializzati sul nickel (+56,9% senza copertura del cambio e +45,4% con copertura del rischio di cambio eur/usd), e di quelli focalizzati sul palladio (+43,2%), la top ten delle performance da inizio anno è appannaggio di fondi ed etf azionari: da quelli orientati sulla Russia (+43,6%) a quelli indirizzati sulla Grecia (+38,6%), dai tecnologici (+37,3%) a quelli che puntano sulle azioni A-shares della Cina (+37,1%), dai prodotti ad hoc sulle energie alternative (+37%) a quelli specializzati sul private equity (+35,5%), dai comparti investiti nel settore immobiliare USA (+34,9%) a quelli che fanno leva sul settore dell’intelligenza artificiale (+34,1%).

LA CORREZIONE DEL IV TRIMESTRE 2018, UNA FERITA ANCORA APERTA


L’impressione è che abbia prevalso nelle scelte dei risparmiatori italiani la prostrazione causata dalle profonde ferite inferte dalla violenta ed inattesa correzione dei mercati azionari registrata nel quarto trimestre dello scorso anno. Dal e ottobre al 24 dicembre 2018 l’indice S&P 500 di Wall Street, rappresentativo di tutte le principali Borse internazionali lasciò sul parterre circa il venti per cento del proprio valore: nello stesso arco di tempo l’indice Fideuram dei fondi azionari italiani – che fornisce un’indicazione ponderata della variazione di tutti i fondi comuni a vocazione azionari emessi da società italiane – perse il 14,7%. Al 22 ottobre, lo stesso indice, raffrontato al valore che aveva il ottobre 2018 segna un guadagno di mezzo punto percentuale.

I CLIENTI DELLE RETI PIÙ DISPONIBILI ALL’ACQUISTO


E che questa impressione possa spiegare la ragione per la quale i risparmiatori italiani hanno assunto un atteggiamento di cautela verso i fondi azionari da inizio anno lo si può constatare anche dalla divergenza di flussi di sottoscrizioni emersi nei primi otto mesi dell’anno tra i clienti delle reti di consulenti finanziari e il resto del mercato. Tra gennaio e agosto la raccolta netta dei fondi e dei comparti ad indirizzo azionario delle reti di consulenti censite da Assoreti risultava positiva per 364 milioni mentre quella agli sportelli bancari era in rosso per 6,8 miliardi. La consulenza finanziaria dei professionisti delle reti è probabilmente riuscita a ‘spiegare’ meglio l’opportunità che proprio quella correzione violenta aveva creato mentre lo stesso non sembra riuscito agli addetti alla consulenza bancaria.

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