Libra in affanno, Facebook accelera su WhatsApp Pay

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di Antonio Cardarelli 18 Ottobre 2019 - 15:26

Il progetto Libra non convince, ma Facebook ha già pronto un piano B dirompente: WhatsApp Pay. Dopo la sperimentazione in India, a breve lo sbarco in Messico e Indonesia

Gli ostacoli sulla strada di Libra sembrano aumentare, ma Facebook potrebbe avere già un piano alternativo: WhatsApp Pay. Sperimentato già in India con un milione di utenti, presto Facebook – proprietario del servizio di messaggistica WhatsApp – sarebbe intenzionato ad avviare una seconda fase di test in Messico e in Indonesia.

FUGA DA LIBRA

Nonostante le defezioni in serie, nei giorni scorsi la fondazione Libra si è riunita e ha proceduto alle nomine del board guidato da David Marcus. Ma buona parte dell’interesse intorno al progetto della criptovaluta voluta da Facebook con l’intenzione – e con sommo terrore delle banche “tradizionali” – di intercettare due miliardi di potenziali clienti che non hanno un conto corrente, sembra scemato.

L’ADDIO DI VISA E MASTERCARD

Nel giro di poche settimane, infatti, diversi big che inizialmente avevano aderito al progetto si sono man mano sfilati. Prima PayPal, poi Mastercard, Visa ed eBay, seguiti da società di pagamenti come Stripe e Mercado Pago hanno abbandonato il progetto Libra a causa dei dubbi che la criptovaluta possa diventare un mezzo globale per il riciclaggio di denaro. Dubbi espressi chiaramente, nei mesi scorsi, da diverse banche centrali nel mondo.

L’OPZIONE WHATSAPP PAY

Ma se Libra non riesce a spiccare il volo, Facebook potrebbe avere in casa un piano B, anzi una vera e propria opzione nucleare. WhatsApp Pay, infatti, ha le carte in regola per rivoluzionare il mondo dei pagamenti – micro e macro – partendo da una base di utenti spaventosa (2,5 miliardi) e in continua crescita. Utenti che, collegando la propria carta di credito al profilo WhatsApp, sarebbero in grado di inviare denaro ed effettuare pagamenti in pochi semplici passaggi.

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SPERIMENTAZIONE IN INDIA

Il Paese con più iscritti è l’India (340 milioni) e non a caso la sperimentazione del servizio è partita proprio da qui. Una sperimentazione inizialmente ritardata per i dubbi del Governo indiano – che ha messo a disposizione la piattaforma nazionale per le transazione – sulla tracciabilità e conservazione degli utenti. A quanto pare, infatti, le abitudini di acquisto degli utenti di WhatsApp Pay potrebbero essere utilizzate per pubblicità mirate.

POI MESSICO E INDONESIA

Al netto di questi dubbi, Facebook sembra intenzionata ad andare avanti prima con il Messico e poi con l’Indonesia, come riportato rispettivamente da Quartz.com e The Jakarta Post. Tutto ciò entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di avvicinarsi al modello cinese We Chat Pay, che unisce appunto la messaggistica istantanea e i servizi di pagamento.

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