Lo scontro Usa-Cina passa anche dal 5G

dazi
di Redazione 14 Ottobre 2019 - 14:40

Per Martin Currie (Legg Mason) le scelte anti-Huawei di Washington e di alcuni suoi alleati potrebbero rallentare e rendere più costosa l’ascesa del nuovo standard tecnologico 5G

Gli sviluppi in ambito tecnologico stanno già guidando la quarta rivoluzione industriale. Basti pensare, solo per citare alcuni dei temi di punta, all’intelligenza artificiale, alla guida autonoma, ai servizi cloud e all’IoT (internet delle cose). “Numerose aree delle nostre economie e, in generale delle nostre vite, saranno rivoluzionate dall’innovazione tecnologica, il cui fattore di maggiore criticità è rappresentato dalla tecnologia del 5G che, non a caso, è l’epicentro degli scontri geopolitici in atto”, fa presente Kim Catechis, head of investment strategy di Martin Currie (affiliata Legg Mason). Il quale, tra i tanti aspetti che rendono particolarmente cruciale il 5G, ne indica due che rivestono un’importanza fondamentale: la latenza e il cosiddetto “slicing”.

LA LATENZA

La latenza – il tempo che intercorre per ricevere risposta da un server – risulta sensibilmente migliorato con i servizi 5G e questo permette alle aziende e alle industrie di poter potenziare il sistema dei cloud, non limitandolo alla sola archiviazione e condivisione dei dati, ma intendendolo come vero e proprio servizio allargato con prestazioni migliorate.

SOLUZIONI PIÙ COMPLESSE IN TEMPO REALE

Sarà infatti possibile per gli utenti usufruire delle piena capacità di elaborazione dei diversi dispositivi che, una volta connessi al cloud e messi in comunicazione con macchinari più specifici ubicati in altri punti del sistema organizzativo, consentono di offrire soluzioni più complesse in tempo reale. Ad esempio, nel ramo dell’assistenza sanitaria sarà possibile garantire consulenze a distanza tramite ologrammi 3D e persino praticare interventi di chirurgia a distanza. Oppure, nei trasporti, e in particolare nei veicoli autonomi assicurare un servizio molto più realistico, grazie alla possibilità di ricevere informazioni in tempo reale sul movimento degli altri veicoli che si trovano in strada.

SLICING

Proprio questi due esempi ci introducono allo “slicing”, l’altro fattore chiave di differenziazione dell’architettura 5G. Se è vero che le reti mobili 5G garantiscono connessioni a larga banda e con bassa latenza anche in presenza di un gran numero di soggetti e dispositivi connessi alla rete, è anche vero che ci potranno essere casi in cui non serviranno solo banda e latenza, ma situazioni nelle quali la latenza assumerà un peso specifico maggiore (si pensi ai veicoli autonomi) e altre ancora in cui servirà pochissima banda mentre la latenza non sarà un problema (in molti scenari riguardanti IoT). La tecnologia 5G permette di fornire livelli di servizio diversi a clienti diversi, e questo è, in estrema sintesi, il l concetto di network slicing.

LA QUESTIONE CHIAVE IN AMBITO GEOPOLITICO

“Dal punto di vista geopolitico questa è la questione chiave”, afferma Catechis. Il riferimento dell’esperto è ad alcuni degli aspetti controversi del 5G, come la possibilità di oscurare determinati utenti a piacimento o focalizzare gli attacchi informatici su sottoinsiemi della rete senza influire sull’intera architettura. Si ha insomma la percezione che le reti 5G possano dipendere da una moltitudine di switch e router fisici che risultano vulnerabili a possibili attacchi informatici provocati dagli sviluppatori che le hanno allestite. Più in particolare, la principale minaccia hacker riguarda, dal punto di vista tecnico, l’IoT.

PERCHÉ WASHINGTON VUOLE BLOCCARE HUAWEI

È questa la ragione – sempre secondo Catechis – che ha visto il blocco degli acquisti di apparecchiature cinesi per le infrastrutture di comunicazione da parte di molte corporation Usa, con Washington che sta mettendo in campo tutta la propria influenza economica e diplomatica a livello internazionale per convincere gli altri paesi a seguirla nel boicottaggio di Huawei. Se Australia e Nuova Zelanda si sono immediatamente accodate alla richiesta statunitense di bandire Huawei, bloccando la fornitura del suo hardware per la struttura del 5G, è però vero che Washington non ha mai mostrato delle prove che evidenziassero la malafede di Huawei. Un aspetto che ha lasciato molti altri Paesi – evidenziati in verde nella mappa – indifferenti alla richiesta americana, anche perché Huawei è il leader mondiale per quanto riguarda l’hardware 5G e fabbrica prodotti altamente specifici a costi significativamente più bassi rispetto ai competitor occidentali.

Altri Paesi – indicati in rosa nella mappa – stanno procedendo con un’analisi approfondita e, finora, i servizi di sicurezza interna hanno dichiarato di ritenere che la minaccia sia perfettamente gestibile. Di fatto si sta delineando sul mercato lo sviluppo di due standard 5G diversi e non compatibili tra loro, con le catene del valore che risultano già rivoluzionate, mentre Huawei ha accelerato il suo programma per potenziare il proprio sistema operativo.

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DUE STANDARD ALTERNATIVI

“Dal punto di vista degli investitori questa ‘spaccatura’ negli standard comporta un sensibile incremento delle spese in conto capitale per lo sviluppo della nuova tecnologia 5G con probabili ritardi nell’implementazione. In secondo luogo, i clienti in Occidente dovranno sostenere costi maggiori per la minore concorrenza da parte di Huawei”, puntualizza Catechis che poi, sempre relativamente ai Paesi in cui la scelta è caduta o dovesse cadere nell’adozione delle nuove normative anti-Huawei, evidenzia gli altri costi che dovranno essere sostenuti per rimuovere la rete 4G esistente allestita dal colosso cinese.

I POSSIBILI VINCITORI

“Secondo una nostra analisi, i produttori di memorie ad alte prestazioni – come Samsung Electronics, TSMC e SK Hynix – dovrebbero essere i principali beneficiari di questa situazione in quanto capaci di guadagnare significative quote di mercato. Sullo scacchiere internazionale, invece, se in Occidente dovrebbero prevalere Ericsson e Nokia, negli oltre 80 Paesi coinvolti nella Nuova Via della Seta il dominio di Huawei sarà incontrastato”, è la conclusione a cui giunge Catechis.