Cina, il progetto della criptovaluta di Stato procede

banca popolare cinese
di Redazione 24 Settembre 2019 - 11:56

L’imminente varo di Libra da parte di Facebook sta mettendo fretta a Pechino, la cui valuta digitale non userà la blockchain perché si teme non sia in grado di reggere ai picchi delle transazioni giornaliere

La Banca Popolare Cinese (Pboc), la banca centrale di Pechino, ha smentito le notizie diffuse secondo le quali sarebbe pronta a rilasciare una valuta digitale entro novembre: l’istituto ha inoltre aggiunto che non saranno i colossi Internet Alibaba e Tencent le prime aziende a utilizzare il suo sistema di pagamento online quando verrà lanciato.

IL PRESSING DI LIBRA DI FACEBOOK

La smentita si è resa necessaria in quanto negli ultimi giorni numerose fonti del settore e diversi media hanno riferito che Pechino stava per alzare il velo sul proprio sistema di pagamento digitale: un’accelerazione del progetto di valuta virtuale di Pechino dovuta all’imminente varo di Libra da parte di Facebook previsto per il 2020.

RIMPASTO NELLA PBOC

Non sembra chiaro, anche per chi è pratico delle questioni cinesi, se l’annuncio del rinvio sia la conseguenza del rimpasto nella Pboc. Due settimane fa il veterano della banca centrale, Mu Changchun, è stato promosso a capo dell’istituto di ricerca sulla valuta digitale della Pboc: il banchiere è stato un forte sostenitore della valuta virtuale e il mese scorso ha detto che era ‘prossima al rilascio’.

NON SARÀ BASATA SULLA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN

Sempre lo scorso mese, Mu ha affermato che la valuta virtuale cinese sarà basata su un sistema a due livelli simile a quello utilizzato per produrre moneta coniata, con la Pboc che produce e gestisce la valuta, quindi la emette a banche commerciali e altre entità, che poi la fanno circolare tra imprese e consumatori. Ma, ha specificato Mu, a differenza del bitcoin sembra piuttosto improbabile che la valuta digitale cinese faccia affidamento sulla blockchain: tale tecnologia, è la sua tesi, potrebbe non essere in grado di supportare l’enorme volume di transazioni previste in specifici momenti.

EVITARE LA VULNERABILITÀ ALLE ALTRE VALUTE VIRTUALI

La creazione della propria valuta digitale in Cina è stata sviluppata da un ex governatore della banca centrale, Zhou Xiaochuan, che si è ritirato lo scorso anno. Sebbene molte transazioni in Cina siano già digitali – attraverso l’uso di Alipay e WeChat – sembrerebbe che i funzionari Pboc fossero preoccupati del fatto che le valute online nascenti avrebbero potuto esporre il paese ad una maggiore vulnerabilità o, al contempo, di ridurre il controllo del governo sull’emissione della moneta centrale.

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FORTE DIFFUSIONE IN CINA DEI PAGAMENTI ONLINE

A differenza degli Stati Uniti e di gran parte dell’Europa, la Cina è già molto avanti nelle transazioni online : gran parte dei pagamenti sono infatti migrati direttamente ai portafogli digitali di Alipay e Tencent, bypassando le carte di credito. Secondo recenti stime di mercato, Alipay, gestito da Alibaba, elabora attualmente circa la metà dei pagamenti mobili in Cina, mentre WeChat Pay di Tencent gestisce poco meno del 40%.

CONTROLLO SULL’EMISSIONE E SUL MONITORAGGIO DEGLI SCAMBI

Proprio questa diffusa adozione dei pagamenti mobili in Cina fa ritenere improbabile che i consumi possano subire interruzioni significative una volta lanciata una valuta digitale. La maggior parte dei cambiamenti avverrà a livello di governo e di prestiti, consentendo alle istituzioni un maggiore controllo sull’emissione e sul monitoraggio degli scambi e potrebbe aiutare a individuare il riciclaggio di denaro e altre attività illecite. Resta però da capire cosa succederà allo yuan, la valuta reale di Pechino.

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