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Azioni, meglio giocare in difesa con infrastrutture e utilities

Il ciclo economico si trova nella fase avanzata, ma non mancano opportunità nelle azioni, spiegano gli esperti di RARE Infrastructure (Legg Mason) come, per esempio, National Grid

di Redazione 16 Luglio 2019 - 5:00

Le tensioni tra Washington e Pechino dovrebbero proseguire almeno per i prossimi 6-12 mesi, ma senza che questo comporti una recessione per l’economia globale. È questo il punto di partenza dell’analisi sviluppata da Nick Langley, Co-CEO di RARE Infrastructure (affiliata Legg Mason), secondo il quale a sostenere la crescita contribuiranno sia le politiche di stimolo del governo cinese e sia l’atteggiamento di nuovo accomodante delle grandi banche centrali.

PECHINO ALLA RICERCA DI UN RIEQUILIBRIO DELL’ECONOMIA


“Pechino si è mossa con l’obiettivo di riequilibrare la propria economia cercando di migrare dalle attività alimentate dal debito come la costruzione di fabbriche, edifici, e ponti, verso un modello basato su un maggiore peso dei consumi domestici e dei servizi” spiega Nick Langley. È in quest’ottica che vanno interpretate le minori inclinazioni ai finanziamenti alle banche e alle imprese per favorirne lo sviluppo a favore, invece, di misure che promuovano i consumi interni, i cui primi effetti cominciano a intravedersi.

FED E BCE VIRANO SULLE POLITICHE ACCOMODANTI


In parallelo, la Federal Reserve è passata velocemente, tra dicembre 2018 (quando ha operato un nuovo rialzo dei tassi) e luglio 2019 (con il presidente Powell disponibile ad un taglio dei tassi ‘preventivo’ già al prossimo Fomc di fine mese) a una politica monetaria meno restrittiva. La Bce, dal canto suo, si è schierata per un sostegno all’economia della zona euro che non esclude nemmeno una nuova edizione del Quantitative easing.

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RECESSIONE NEL 2019 PIUTTOSTO IMPROBABILE


“Ecco perché, alla luce degli stimoli fiscali della Cina e di politiche monetarie accomodanti, siamo convinti che una recessione nel 2019 sia piuttosto improbabile” puntualizza Nick Langley. Anche perché, come fa notare l’esperto, i consumi statunitensi, che sono fondamentali per la tenuta dell’economia Usa, mostrano un ottimo stato di salute mentre la crescita delle retribuzioni comincia a segnare incrementi di un certo rilievo senza tuttavia destare particolari preoccupazioni per l’inflazione.

SENTIMENT DEI CONSUMATORI


“Insomma il sentiment dei consumatori resta improntato all’ottimismo e sostiene un contesto che giustifica un’esposizione degli investitori all’ambito azionario” specifica Nick Langley, secondo il quale, semmai sarebbe il caso di privilegiare i titoli azionari più difensivi, come utilities e infrastrutture, alla luce delle incertezze che ancora incombono e della fase avanzata del ciclo economico.

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PRIVILEGIARE LE INFRASTRUTTURE E LE UTILITIES BRITANNICHE


Certo, ammette l’esperto, si tratta di settori che hanno già evidenziato una crescita sostenuta in Borsa da inizio anno ma non per questo mancano le opportunità, soprattutto se l’analisi viene sviluppata in profondità esaminando i fondamentali delle singole aziende e specifici segmenti di mercato. Tra i quali figurano le aziende infrastrutturali e le utilities britanniche.

L’ESEMPIO DI NATIONAL GRID


“La combinazione delle incertezze legate alla Brexit e alcune intenzioni del Partito Laburista in merito alle nazionalizzazioni, hanno causato periodici sell off (vendita di titoli sul mercato senza limitazione né di prezzo né di quantità, ndr). Il caso di National Grid è tra i più lampanti, dal momento che circa due terzi delle entrate dell’azienda sono generati negli Usa, nel settore delle utilities regolamentate. Eppure il titolo continua a essere coinvolto nelle correzioni che coinvolgono il listino di Londra. Una situazione confusa che, tuttavia, consente di acquistare a sconto un titolo difensivo di qualità, con flussi di cassa solidi, regolamentati e piuttosto prevedibili” argomenta Nick Langley.
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