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Domanda, innovazione e prezzi: i tre driver del biotech

Il settore dello sviluppo di nuovi farmaci beneficia di alcuni trend particolari, come le esigenze mediche non ancora soddisfatte, l’invecchiamento della popolazione e i costi, spiega Servaas Michielssens di CANDRIAM

di Chiara Merico 9 Luglio 2019 15:30

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La fine del 2018 ha portato con sé una correzione anche per il settore del biotech: lo scorso anno si è rivelato in generale un anno volatile per i mercati azionari, principalmente a causa di fattori macroeconomici quali le tensioni commerciali, le incertezze sulla solidità dell'economia globale e il nervosismo per i tassi di interesse.

FONDAMENTALI SOLIDI


Si tratta tuttavia di fattori che non dovrebbero influenzare il biotech, spiega un’analisi a cura di Servaas Michielssens, senior biotechnology analyst, CFA, di CANDRIAM. “Ci aspettiamo che nel lungo periodo il settore sia trainato dai fondamentali, e questo scenario si è già in parte manifestato nella prima metà di quest’anno”. I fondamentali, secondo l’esperto, “rimangono solidi, le approvazioni di farmaci da parte dell’ente governativo statunitense hanno raggiunto un livello record nel 2018, assistiamo a una sana attività di dealing (6 acquisizioni nella nostra strategia sul biotech nell'ultimo anno, tra il 31/06/2018 e il 31/06/2019) e soluzioni innovative, tra cui la terapia cellulare e genica, si stanno rendendo disponibili per i pazienti”.

LE MALATTIE ORFANE


Per tutte queste ragioni, Michielssens esprime ottimismo sul futuro del settore, che sarà spinto in particolare da tre fattori. “Il primo è un notevole tasso di esigenze mediche non ancora soddisfatte. Esistono oltre 7000 malattie orfane, per la maggior parte delle quali non sono disponibili cure o i trattamenti sono insufficienti, cosa che rappresenta una sfida pazzesca per il settore”.

LA POPOLAZIONE INVECCHIA


La maggior parte delle malattie è poi legata all’avanzare dell’età, “il che si traduce in una domanda sempre maggiore di soluzioni innovative. Ciò ci porta al secondo driver cruciale, l'innovazione: il settore sta sviluppando le soluzioni innovative di cui abbiamo così tanto bisogno”, sottolinea l’esperto di CANDRIAM.

FATTORE COSTI


Il terzo fattore è invece legato ai costi: queste soluzioni innovative dovrebbero essere collocate sul mercato a un prezzo adeguato. “Questo è stato per lungo tempo oggetto di dibattito e ha causato un certo grado di pressione sul settore”, nota Michielssens. “In realtà, i farmaci innovativi e di buona qualità continuano a vantare un discreto potere monopolistico di fissare i prezzi, e ci aspettiamo che i prodotti unici che effettivamente sono d’aiuto per i pazienti non cesseranno di seguire questo modello”.

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LE OPPORTUNITÀ NON MANCANO…


Le opportunità sono presenti in numerosi segmenti, dal momento che “si osserva un elevato grado di innovazione in molte aree patologiche, in aziende di diverse capitalizzazioni di mercato e appartenenti a diverse aree geografiche”, aggiunge l’esperto.

…MA NEMMENO I RISCHI


Non mancano tuttavia i rischi, la cui valutazione è cruciale. “Alcuni sono intrinseci e non possono essere evitati, come qualche raro effetto collaterale, che potrebbe manifestarsi solo quando il farmaco viene testato su una popolazione più ampia”, spiega Michielssens. “È fondamentale mettere in relazione il profilo di rischio di una società con una ponderazione appropriata del portafoglio per poter creare un portafoglio ben bilanciato, in grado di controllare i rischi, ma allo stesso tempo di sfruttare il potenziale di crescita”.

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