Settori ciclici, come riposizionarsi dopo la correzione

automotive
di Chiara Merico 21 Giugno 2019 - 7:00

Per Marc Chapman di Hedge Invest Sgr i settori che hanno sofferto di più lo scorso mese sono quelli maggiormente esposti alla crescita globale, come l’automotive, la tecnologia e le materie prime

Una forte correzione ha interessato lo scorso mese i titoli più ciclici del mercato azionario: il ritracciamento è stato causato dalla debolezza dei dati cinesi e dall’aumento delle tensioni tra Washington e Pechino sul tema della proprietà intellettuale e alle questioni commerciali. A soffrire sono stati in particolare i settori maggiormente esposti alla crescita globale, come la componentistica per auto, la tecnologia e le materie prime, che hanno perso molti dei guadagni registrati nel 2019.

AUTOMOTIVE, PICCO IN EUROPA E USA

Nel settore automotive, come spiega Marc Chapman, gestore del fondo HI Principia di Hedge Invest Sgr, “sta diventando chiaro che i volumi hanno toccato il picco in Europa e negli Stati Uniti, mentre la Cina non è in grado di sostenere la traiettoria di crescita registrata negli anni recenti”. Sul comparto incidono inoltre cambiamenti strutturali, come la guida autonoma e il controllo delle emissioni: questi fattori stanno generando una certa pressione in tutta la filiera, con un impatto negativo verso i fornitori.

TECNOLOGIA, ATTENZIONE AI SEMICONDUTTORI

Per quanto riguarda il settore della tecnologia, per Chapman “una delle principali problematiche è il livello delle scorte nel mercato globale dei semiconduttori. Ci si attendeva un rallentamento nel primo o secondo trimestre del 2019, seguito da una ripresa nella seconda metà dell’anno”. Ma queste aspettative potrebbero rivelarsi troppo ottimistiche, dato che lo scenario della domanda potrebbe indebolirsi.

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VERSO UNA RECESSIONE NEGLI USA?

Si intensificano inoltre i segnali che portano verso una recessione negli Usa. I buoni del Tesoro decennali (Treasury) sono infatti ai livelli minimi dall’inizio dell’anno, e questo viene visto come il segnale di una recessione imminente. “D’altra parte, la curva dei tassi di interesse è stata effettivamente manipolata e potrebbe non rispecchiare correttamente la realtà dei fatti. Inoltre, la corsa all’acquisto di governativi statunitensi può essere letta come un segnale dell’aumento generale dell’avversione al rischio, confermato anche dal recente declino dei prezzi del petrolio”, sottolinea l’esperto.

ESPOSIZIONE RIDOTTA

Dato questo contesto, fa sapere Chapman, “all’inizio di maggio abbiamo ridotto l’esposizione lorda del fondo HI Principia dal 120% al 70% e nel corso del mese abbiamo sistematicamente preso profitto sui nostri corti individuali nel segmento growth e ciclico dell’universo di investimento”.

FONDAMENTALE LA SELEZIONE

Non solo: in caso di ulteriore futura debolezza, aggiunge il gestore, “siamo pronti ad incrementare l’esposizione a quelle aziende per le quali vediamo una possibilità strutturale di crescita. Ad ogni modo, con il proseguire dell’anno sarà sempre più importante un’accurata selezione dei singoli titoli per ottenere performance soddisfacenti”.

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