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Palladio, ora servono sangue freddo e timing giusto

Dopo aver sorpassato il prezzo dell’oro a gennaio e fissato il record 1.560 dollari l’oncia a metà marzo, le quotazioni del palladio hanno perso il 15% a conferma della sua alta volatilità

29 Marzo 2019 - 8:37

Il primo trimestre dell’anno si chiude con consistenti rialzi per i prezzi dei metalli preziosi, trainati dal palladio. Infatti, se il prezzo dell’argento in euro è rimasto praticamente invariato tra il primo gennaio e lo scorso 27 marzo, quello dell’oro è salito del 2,3% e quello del platino del 7,5%, le quotazioni del palladio sono balzate all’insù dell’8,6%, proiettando la performance annuale ad uno straordinario +51%. Tuttavia, in soli due giorni (mercoledì 27 e giovedì 28 marzo), i contratti futures del palladio hanno accusato la perdita più marcata degli ultimi 19 anni, perdendo circa 200 dollari l'oncia in due sedute di contrattazioni.

IL PIU’ FORTE CALO DAL 2000


Il contratto future di giugno sul palladio ha registrato un primo calo mercoledì di 94,40 dollari pari al -6,23%, per attestarsi a 1.421,5 dollari l'oncia sul circuito Comex sul quale vengono scambiati i contratti internazionali sui metalli preziosi, e una nuova drastica riduzione di -109 dollari che ha schiacciato il valore a 1.321 dollari l’oncia. Si tratta, fanno notare gli addetti ai lavori, del più significativo calo dal 23 febbraio 2000 e il più importante calo in percentuale in una singola sessione di mercato dal 25 gennaio 2017. Per gli amanti della statistica, in base ai dati elaborati da Dow Jones Market Data, il calo del 6,23% di mercoledì e del -7,69% di ieri hanno entrambi superato la perdita giornaliera del 6,21% registrata il primo marzo 2018. Da notare che soltanto una settimana fa i prezzi dei future per il contratto future sul palladio più negoziato sui mercati si erano attestati a 1.560,40 dollari: da quel picco hanno perso circa il 15%.

IL DRIVER DEL CALO DELLE ESPORTAZIONI DALLA RUSSIA


"I più severi standard di emissioni in Europa e nel resto del mondo hanno senz’altro contribuito al recente aumento dei prezzi del palladio ma, a mio parere, il vero driver del rally rialzista è da ricercarsi nelle restrizioni alle esportazioni della Russia” ha dichiarato a MarketWatch Jeff Wright, vice presidente esecutivo di GoldMining. A questo proposito, va ricordato che i prezzi del palladio sono saliti quasi senza soluzione di continuità da novembre sulla scia di forniture stabili o in contrazione a fronte di robuste aspettative per la forte domanda del settore automobilistico.

UN VASTO IMPIEGO NELL’INDUSTRIA


Se è vero che il palladio trova un vasto impiego in tanti campi industriali (cellulari, televisori, contatti elettrici, leghe odontoiatriche, sistemi di telecomunicazioni) è nell’industria automobilistica che è maggiormente usato principalmente nei convertitori catalitici per il controllo dell'inquinamento sui veicoli a benzina.

ROTAZIONE INDUSTRIALE VERSO IL PLATINO


"Sembra che il mercato del palladio stia registrando un certo interesse da parte degli investitori a prendere profitto per sposare la tesi del ‘potenziale di rotazione industriale’, dal palladio al platino a causa del recente differenziale di prezzo di 600 dollari tra i due metalli", hanno invece tenuto a sottolineare gli analisti di Zaner Metals. Il loro riferimento è al fatto che il platino risulta attualmente molto più economico del palladio nei vari utilizzi industriali (e soprattutto in campo automobilistico) e la speculazione potrebbe sfruttare questo differenziale di prezzo. Sempre in termini di valutazione, vale la pena ricordare che, dallo scorso mese di gennaio, il palladio vale più dell'oro per la prima volta in oltre un decennio.

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COSA FARE


Che fare? Jeff Wright ritiene che l’attuale correzione del palladio possa ancora essere considerata fisiologica, soprattutto alla luce della lunga corsa e in funzione del fatto che la domanda non sembra affatto cambiata in modo strutturale. Le richieste più importanti continuano ad arrivare dalle aziende cinesi, indiane e brasiliane, i cui ordinativi negli ultimi 6 anni hanno spinto il prezzo del palladio dai 687 dollari di fine 2012 agli attuali 1.300 dollari l’oncia. Tuttavia, nel medio e lungo periodo, la diffusione dei veicoli elettrici tenderà a ridurre la domanda di palladio e, in quest’ottica, l’esperto suggerisce di puntare con maggiore decisione sul litio e meno su palladio e platino. Inoltre, a differenza dell’argento e dell’oro che hanno valutazioni molto sacrificate e che per questo posso svolgere una funzione di 'polizza' contro le turbolenze dei mercati (come specificato nell’articolo Perché adesso l’argento ha più potenziale dell’oro), a queste quotazioni gli investitori non possono permettersi errori emotivi e devo assolutamente azzeccare il giusto timing in entrata o in uscita.
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