Selezione attiva: la chiave per cogliere il potenziale dei titoli europei

AllianceBernstein
di Antonio Cardarelli 8 Marzo 2019 - 14:29

Grazie a valutazioni interessanti e utili in crescita, il mercato azionario europeo appare molto promettente, ma non basta un’esposizione passiva per coglierne i benefici

Selezione. Nonostante valutazioni interessanti e fattori positivi che sostengono le prospettive dell’Europa, resta fondamentale per cogliere le opportunità offerte dalle aziende del Vecchio Continente. Non basta, quindi, scegliere un prodotto passivo per coprire una parte del mercato attualmente molto promettente: è necessario andare a individuare le società che realmente – grazie alle caratteristiche del business – siano in grado di generare rendimenti.

STRATEGIE ATTIVA

Pur in presenza di fattori geopolitici che potrebbero portare una certa instabilità, il potenziale dei titoli europei è facilmente osservabile. Ma secondo l’analisi degli esperti di AllianceBernstein (AB) per catturare questo potenziale è necessaria una strategia di tipo attivo in grado di cogliere le possibilità offerte dalla crescita degli utili e dalle valutazioni convenienti.

VALUTAZIONI CONVENIENTI

Mettendo in relazione le valutazioni con gli utili previsti, infatti, si scopre che le azioni europee vengono scambiate a circa il 15-20% in meno rispetto a quelle Usa. A cosa è dovuto questo “sconto”? Secondo gli esperti di AB, la risposta sta nella diversa composizione settoriale dei due mercati. Se quello americano è caratterizzato dai costosi titoli tecnologici, il mercato europeo è invece composto prevalentemente da titoli industriali e finanziari.

UTILI IN CRESCITA

Ma secondo gli esperti di AB esiste almeno un altro valido motivo per guardare con interesse all’azionario europeo: il potenziale di guadagno delle aziende. E’ infatti in corso un’inversione di tendenza rispetto al 2018, anno in cui le aziende Usa hanno incrementato i propri utili più velocemente rispetto a quelle europee (22% contro 2%). Quest’anno, secondo le stime di consenso, le aziende europee (escluso il Regno Unito) dovrebbero registrare un +9,2% contro un +7,7% di quelle Usa. Un calo, quest’ultimo, dovuto al fatto che i maggiori beneficiari dell’aumento degli utili saranno i dipendenti delle società. “In Europa – spiegano invece gli esperti di AB – i margini sono inferiori rispetto alle medie storiche e dunque c’è più spazio di crescita nel lungo termine”.

CAMBIAMENTI IN CORSO

La dinamica positiva delle aziende europee è favorita, secondo gli analisti di AB, dalla semplificazione dei processi gestionali e organizzativi che molte aziende stanno portando avanti. Un’attività che si affianca allo scorporo di attività considerate “non core”. Non solo. Alcune previsioni troppo pessimistiche hanno portato a un calo delle valutazioni a cui potrebbe seguire un rimbalzo, come nel caso del settore automobilistico.

OLTRE L’APPROCCIO PASSIVO

Gli investitori più avveduti sono già sulle tracce di questo “potenziale europeo”, come dimostra la crescita dell’interesse del private equity. Per non farsi superare da questa concorrenza non basta uno strumento passivo, ma serve una strategia attiva che punti a generare rendimenti nel lungo periodo. Ed è questo l’obiettivo del comparto European Equity di AB , il cui team di gestione adotta un approccio imprenditoriale per scoprire titoli con un potenziale di generazione di utili di lungo termine, valutazioni interessanti e fattori catalizzatori di performance specifici delle aziende. Una selezione che punta, inoltre, a mantenere le caratteristiche appena descritte indipendentemente dalle condizioni di mercato e in contesti macroeconomici difficili.