Il mercato toro dei FAANG è finito? Non per gli analisti

Amazon
28 Novembre 2018 - 7:00

Nonostante la forte correzione dai massimi dei titoli Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google-Alphabet, il consenso degli analisti resta molto positivo sui loro prezzi-obiettivo per i prossimi 12 mesi

Se avessimo investito mille dollari in parti uguali (200 euro per ogni società) a inizio anno nei 5 FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google-Alphabet) oggi il capitale varrebbe 1.104 dollari, con un rendimento del +10,4% superiore a quello del Nasdaq Composite (+2,5%) ma con performance molto differenti tra i vari titoli. Infatti mentre Netflix (+36,1%), Amazon (+35,2%) e Apple (+3,1%) vantano un rialzo da inizio anno, Alphabet è praticamente invariata e Facebook (-22,7%) evidenzia un sensibile arretramento rispetto il valore del primo gennaio.

CONSENSO DEGLI ANALISTI POSITIVO

Tuttavia, nonostante la severa correzione partita da inizio ottobre e le nubi minacciose che continuano ad addensarsi sulle prospettive future del settore della tecnologia, restano tutte positive le previsioni di prezzo per i prossimi 12 mesi in base al consenso medio degli analisti di settore. Il titolo Apple dagli attuali 172 dollari potrebbe arrivare a 233 dollari entro novembre del 2019, il titolo Facebook a 192 dollari (dagli attuali 131 dollari), il titolo Amazon i 2.153 dollari (rispetto i 1.504 dollari correnti), il titolo Netflix i 407 dollari (che si confrontano con i 258 dollari attuali) e Alphabet i 1.358 dollari (rispetto ai 1.024 dollari correnti.

TUTTI I TITOLI FAANG IN UN MERCATO ORSO

Resta il fatto che venerdì 23 novembre, per la prima volta, tutti e cinque i titoli FAANG sono ufficialmente entrati in un trend ribassista. Un evento che non era mai accaduto prima, dal momento l’ultima volta che si era verificato per gli altri titoli FAANG risaliva a prima che Facebook si quotasse in Borsa. Di norma gli operatori di Wall Street definiscono un mercato orso (bear) un calo del 20% o più dal picco del mercato rialzista.

APPLE, ULTIMA A CAPITOLARE

Lunedì 19 novembre il titolo Apple è sceso brevemente nel territorio ribassista di mercato, per poi ridurre lievemente le perdite chiudendo al 19,9% al di sotto del suo record. Ma poi il giorno successivo, sulla scia di un report di Goldman Sachs nel quale gli analisti della banca d’affari USA riducevano il target price del titolo della mela, l’azione Apple ha chiuso il 23,7% al di sotto della chiusura record del 3 ottobre di 232,07 dollari. Da segnalare che l’ultimo mercato ‘orso’ di Apple era iniziato il 21 agosto 2015 per concludersi quasi un anno dopo (9 agosto 2016), periodo durante il quale il titolo aveva perso addirittura il 32%. L’analista di Goldman Sachs, nel suo recente report ha tagliato il prezzo obiettivo di Apple a 209 a 182 dollari citando le preoccupazioni sul “deterioramento della domanda”, a seguito delle deludenti riduzioni delle entrate desunte dalle informazioni fornite dai fornitori di smartphone. Il titolo della mela è stato l’ultimo tra i big hi tech USA dei FAANG a capitolare.

Apprendimento cognitivo, Amazon sorpassa IBM

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ALPHABET, AMAZON, NETFLIX E FACEBOOK

Il titolo Alphabet è entrato in un mercato ribassista lunedì 19 novembre, quando ha chiuso il 20,1% sotto il record del 26 luglio di 1.285,50 dollari. In precedenza, l’ultimo mercato ‘orso’ di Alphabet era terminato il 14 ottobre 2011, tre mesi dopo un sell-off (vendita di titoli sul mercato senza limitazioni né di quantità né di prezzo) che gli aveva procurato un calo del 21,1% dal massimo. Amazon.com, invece, è entrato in un mercato ribassista il 29 ottobre e martedì 20 novembre il suo valore di mercato distava il 26,7% dal record del 4 settembre a 2.039,5 dollari. Il precedente mercato ‘orso’ di Amazon, in cui l’azione ha lasciato sul parterre oltre trenta punti percentuali dal massimo, si era concluso il primo marzo 2016. Le azioni di Facebook e di Netflix , infine, sono finite in un mercato ribassista lo scorso 24 ottobre.

Attese & Mercati – Settimana dal 26 novembre 2018 – News – FinanciaLounge

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INDICAZIONI PER GLI INVESTITORI

Ci si chiede cosa potrebbe significare per gli investitori un mercato ribassista per tutti i titoli FAANG. Jan Wantybski, analista tecnico di Janney Montgomery Scott, ha dichiarato che la perdita di leadership nel settore tecnologico in generale, e in particolare dei titoli FAANG, che negli ultimi anni sono stati un importante motore dei mercati azionari, spiega le difficoltà attuali dell’azionario USA. In una nota ai clienti, Jan Wantybski ha rivelato che per qualche tempo è probabile che questa underperformance dei FAANG rispetto al mercato azionario allargato possa proseguire. La fiammata dei giorni scorsi del Nasdaq (+2%) e dei FAANG (+2,7% in media) potrebbe essere effimera.

 

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