Africa

Mercati emergenti, seconda metà dell’anno promettente soprattutto in Africa

Nel primo semestre i fondi azionari e quelli obbligazionari dei mercati emergenti hanno sofferto. Ma ora le valutazioni sono interessanti e le valute convenienti.

20 Luglio 2018 09:28

Il 2018, almeno finora, non è stato un anno ricco di soddisfazione per gli investitori in fondi azionari e tantomeno per quelli inclini ai fondi obbligazionari. Infatti, utilizzando l’indice generale Fideuram dei fondi azionari si nota che ha registrato un timido +0,20% (dal primo gennaio all’11 luglio scorso). Nel caso invece dell’indice generale dei fondi obbligazionari il risultato è ampiamente in territorio negativo (-1,80%).

DA FINE GENNAIO CAMBIO DI REGIME DEL MERCATO


Da notare che al 29 gennaio, l’indice dei fondi azionari segnava un robusto +4,37% e quello dei fondi obbligazionari era in attivo (+0,2%). Da quella data, però, l’umore del mercato è cambiato con la volatilità che ha subito un brusco cambio di regime (l’indice VIX che misura la volatilità attesa di Wall Street si è impennato da 11 a 37 in poche sedute) e l’avversione al rischio ha preso il sopravvento nelle scelte di portafoglio.

TRA I PIÙ PENALIZZATI I MERCATI EMERGENTI


Tra le asset class più rischiose che hanno accusato di più questo cambio di regime figurano i mercati emergenti. Basti pensare che l’indice Fideuram dei fondi azionari paesi emergenti segna un -5,67% da inizio anno e quello relativo ai fondi obbligazionari paesi emergenti un -4,66%.

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UNA SECONDA PARTE DEL’ANNO PROMETTENTE


Tuttavia, secondo Erik Renander, Gestore del fondo HI Africa Opportunities di Hedge Invest SGR, ci sono le basi per una seconda metà dell’anno promettente. È vero ammette l’esperto, che il sentiment negativo verso i mercati emergenti, alimentato dalla inclinazione a investire nel dollaro americano (che offre adesso tassi interessanti con un status di porto sicuro per gli investimenti) pesa sulle asset class dei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, le valutazioni sono interessanti e le valute risultano convenienti.

PERFORMANCE POSITIVE DA INIZIO ANNO


“Nonostante le preoccupazioni degli investitori verso gli Emergenti, legate alla guerra commerciale e alla crescita globale, questo livello di negatività e di valutazioni depresse pongono le basi per una seconda metà dell’anno promettente, ed è evidente l’opportunità per comprare” puntualizza Erik Renander. Una convinzione la sua che prende spunto anche dalla performance da inizio anno del fondo HI Africa Opportunities che è riuscito a restare in territorio positivo nonostante i forti venti contrari agli emerging markets.

PORTAFOGLIO SOSTANZIALMENTE INVARIATO


“In questo quadro macroeconomico, il posizionamento del portafoglio non è sostanzialmente variato” rivela l’esperto. L’unica eccezione è rappresentata da un incremento in Tullow Oil, società petrolifera quotata a Londra che produce circa 90.000 barili al giorno, principalmente grazie a due grandi campi petroliferi in Ghana. Le ragioni di questa scelta sono da ricercarsi sull’andamento degli ultimi tre anni del titolo. Nel 2015 la forte correzione delle quotazioni del greggio, insieme ad una posizione debitoria elevata, hanno appesantito il titolo in Borsa.

ENERGICA RISTRUTTURAZIONE


Successivamente, però, il management ha avviato una energica ristrutturazione e un risanamento aziendale che ha spaziato in molti ambiti: dalla vendita di asset non strategici al taglio dei costi, dalla raccolta di nuovo capitale alla riduzione del debito. A distanza di tre anni, Tullow Oil, alla luce anche del rimbalzo delle quotazioni petrolifere, è in grado di generare circa 700 milioni di dollari di free cash flow. In parallelo, grazie a due grandi progetti in Uganda e in Kenya, la produzione dovrebbe salire del 30% nel corso dei prossimi tre anni portandosi a 130.000 barili al giorno.

UPSIDE DEL 70% PER TULLOW OIL


“Confrontando il 17% di free cash flow yield di Tullow Oil con alcuni dei concorrenti di settore quotati a Londra che non vanno oltre un 7-8% circa di flusso di cassa libero, pensiamo che l’azione abbia un 70% di upside dai livelli attuali, ed è per questo che abbiamo deciso di incrementare la posizione” spiega Erik Renander.

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