BCE

Volatilità in vista, fondamentale poter contare su un portafoglio versatile

Previsti volatilità e diversi rischi sui mercati: meglio coprirsi sul versante delle potenziali perdite senza tuttavia trascurare le occasioni tattiche che si dovessero presentare.

13 Luglio 2018 11:55

Un approccio improntato alla prudenza per essere nelle condizioni   di adattarsi al meglio ai prossimi mesi che dovrebbero essere caratterizzati da volatilità e diversi rischi, sia economici che politici. È quanto dichiara Filippo Lanza, Gestore del fondo [tooltip-fondi codice_isin="IE00BLG31064"]HI Numen Credit[/tooltip-fondi] di Hedge Invest SGR, che, in quest’ottica, ha messo a punto un portafoglio coperto sul versante delle potenziali perdite, senza tuttavia trascurare le opportunità sul versante dei possibili guadagni.

MEGLIO EVITARE I GOVERNATIVI DI GERMANIA E FRANCIA


“Rimaniamo convinti che i governativi siano piuttosto cari e quindi da evitare così come, all’interno del mercato obbligazionario, meglio stare alla larga dai titoli core Europe (Germania, Francia, Olanda). A livello tattico, invece, riteniamo ci sia valore sulla periferia in generale, nelle obbligazioni sovrane di Italia e Grecia”, puntualizza Filippo Lanza.

L’EVOLUZIONE DEI DAZI COMMERCIALI


Per quanto riguarda invece l’evoluzione dei dazi commerciali, l’esperto reputa più probabile un compromesso, visto che una dichiarazione di guerra totale comporterebbe perdite drastiche per tutte le parti coinvolte.

Tuttavia, non si può escludere che pure il segmento dei titoli di stato USA possa andare in tensione. “La Federal Reserve americana ha iniziato una politica monetaria restrittiva e la guerra commerciale con la Cina potrebbe portare Pechino a ridurre l’acquisto dei titoli di stato americani. Il comportamento dell’amministrazione americana è infatti imprevedibile, così come le reazioni cinesi”, specifica Filippo Lanza.

3 minutes with Filippo Lanza - Luglio 2018


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LE TRE PRINCIPALI MINACCE


Uno scenario nel quale, più in generale, l’esperto teme tre principali minacce. In primo luogo emerge, con sempre maggiore nitidezza, il desiderio di una stretta monetaria da parte della maggior parte delle Banche Centrali. “Il presidente Mario Draghi, ancora una volta, ha magicamente passato come accomodante una forward guidance (indicazioni sulle successive mosse in tema di politica monetaria, ndr) senza impegno, ma la realtà è che la BCE sta raggiungendo la FED nel processo di assorbimento della liquidità creata negli anni passati”, tiene a precisare Filippo Lanza.

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TECNOLOGIA, L’OMBRA DEI NUOVI GIGANTI


In secondo luogo, nell’ambito della tecnologia, in molti settori (media, processori, ecc.) gli storici player subiscono la concorrenza sempre più forte dei nuovi operatori. Una situazione che determina un incremento delle acquisizioni difensive, con il risultato, però, di vedere aumentare l’indebitamento a fronte di risultati molto inefficienti che non ostacoleranno l’avanzata dei giganti tecnologici.

POSSIBILE CRISI DI LIQUIDITÁ


Infine, e siamo alla terza minaccia, si delinea la combinazione pericolosa di un livello elevato dell’uso della leva finanziaria (leverage) dei mercati e dello squilibrio tra liquidità dei portafogli sottostanti a molti fondi con possibilità di uscita giornaliera. Filippo Lanza teme una crisi di liquidità che, a cascata, provochi bruschi e frequenti sbalzi delle quotazioni nel momento in cui i fondi saranno forzati a ridurre le loro esposizioni.

MEGLIO NON ASPETTARE COSA DECIDERA’ TRUMP


"La prossima crisi verrà dalla politica dei dazi voluta da Trump: il Presidente americano potrebbe calmarsi e sospendere i dazi, oppure insisterà pensando di poter facilmente vincere la guerra tariffaria. Lo scenario è assolutamente binario e difficile da prevedere, quindi crediamo che la cosa migliore sia comprare più opzionalità possibile", conclude Filippo Lanza.
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