Riordinare i fattori ESG: la proposta deve partire dagli asset manager

danske bank
13 Giugno 2018 - 7:50

Centinaia di strumenti di valutazione ESG diversi e iniziative in corso in tutto il mondo contribuiscono spesso ad un’analisi poco genuina o utile per gli asset manager.

È il momento di considerare il rischio che molti metodi di approccio all’integrazione ESG (ambientali, sociali e di governance) possano diventare (se già non lo siano diventati) un esercizio puramente formale. Metodi di approccio che contribuiscono a un’analisi poco genuina o non molto utile per i gestori e i titolari di asset finanziari.

LA RICERCA CONDOTTA DA INVESCO E DANSKE BANK

Alla luce di centinaia di strumenti di valutazione diversi e iniziative in corso in tutto il mondo, secondo una ricerca condotta da Invesco e Danske Bank, emerge la richiesta per un ritorno all’autenticità nell’integrazione ESG e a un approccio in tal senso guidato da coloro che si trovano a dover valutare, vendere e acquistare i titoli sul mercato: gli asset manager.

NESSUNA DISTINZIONE AZIENDALE A PRIORI

I risultati e le graduatorie ESG non devono essere considerati in modo assoluto e conclusivo classificando, senza altre possibilità, le aziende buone e quelle cattive. Al contrario i punteggi e i rating ESG dovrebbero servire da supporto agli asset manager per aiutarli nella comprensione delle compagnie da esaminare (e nelle quali intendano investire) e, semmai, costituire validi strumenti in grado di evidenziarne eventuali esigenze e spingere i gestori ad effettuare ulteriori approfondimenti.

ANALISI SPESSO POCO GENUINA

Secondo Invesco e Danske Bank, nel corso del processo di integrazione dei criteri ESG questi passaggi sono talvolta andati perduti, con il risultato di vedere strumenti di valutazione e iniziative diverse e disomogenee a livello mondiale che contribuiscono spesso ad un’analisi poco genuina o utile per i gestori e i titolari di asset.

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INCORAGGIARE ASSET MANAGER E AZIENDE

C’è per esempio da chiedersi, sottolineano Invesco e Danske Bank , se l’attuale misurazione ESG sia arrivata ad un eccessivo livello e se la comprensione sviluppata sia sufficiente. Oppure se sia ancora il caso di proseguire tramite un approccio unico ed indistinto alla luce del fatto che gli asset manager abbiano tra i principali punti di forza la diversità. Gli asset manager e le società nelle quali investono dovrebbero essere incoraggiati a impegnarsi nell’adozione di policy e approcci sostenibili, effettuando un cambiamento, e premiati per gli sforzi compiuti.

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UN’OPPORTUNITÀ PER TUTTA LA SOCIETÀ

“Di recente si auspica un ritorno all’autenticità e a un metodo che risalga alle origini. Invesco e Danske Bank propongono infatti un processo di integrazione che venga guidato dai gestori di fondi e che privilegi una comprensione ampliata e un impegno significativo” dichiarano gli autori della ricerca, secondo i quali la vocazione ESG è un’opportunità per potenziare e diffondere in tutta la società in cui viviamo l’importanza sostanziale e l’impatto dei criteri ambientali, sociali e di governance.

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