Mercato azionario, l’importanza di non farsi distrarre dai rumori di fondo

Andrea Delitala
19 Aprile 2018 - 7:50

Concentrare l’attenzione sui fondamentali di medio-lungo termine è cruciale per cogliere le occasioni. Come, per esempio, lo spazio “tattico” presente in Europa.

Dopo un 2017 trascorso in relativa tranquillità, i mercati finanziari hanno offerto aspetti assolutamente antitetici che potrebbero disorientare i risparmiatori nelle strategie di portafoglio da intraprendere. Infatti mentre il mese di gennaio è stato caratterizzato da un ambiente calmo e da indici azionari in deciso rialzo, da febbraio sono iniziate le turbolenze di Borsa con i mercati in correzione di circa 10 punti percentuali.

FIDUCIA DEI RISPARMIATORI INCRINATA

Sebbene i dati macroeconomici non siano, almeno per il momento, compromessi, la fiducia degli investitori si è incrinata per almeno quattro ordini di motivi: tassi di interesse in aumento, inflazione che potrebbe sorprendere al rialzo, dazi commerciali e possibile escalation della guerra in Siria. Queste ragioni hanno oscurato sia i buoni dati macroeconomici più recenti che – sebbene in decelerazione rispetto al periodo compreso tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 – si mantengono nel territorio dell’espansione, e sia i profitti aziendali che hanno sorpreso al rialzo (soprattutto, ma non solo, negli Stati Uniti).

OBBLIGAZIONI, NEGATIVITA’ STRATEGICA

Alla luce di questo nuovo scenario di mercato, Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management, e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management nel loro aggiornamento mensile di aprile 2018 sulla strategia di investimento segnalano una sostanziale ‘negatività strategica’ sulla componente obbligazionaria dei portafogli osservando che, in ambito azionario, le valutazioni si sono riportate su valori più accettabili. Tuttavia, tengono a precisare i due manager, il recente rialzo dei rendimenti obbligazionari ha ricreato un’opportunità tattica sui tassi, almeno in ottica di costruzione di portafoglio mentre all’interno del mercato azionario sembra persistere un elemento di fragilità.

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TRUMP STRIZZA L’OCCHIO AI FALCHI

“Come si è potuto vedere nel mese scorso, le correzioni come quella attuale, durano per qualche settimana/mese ed è importante non lasciarsi fuorviare da falsi segnali (in entrambe le direzioni)” sottolineano Andrea Delitala e Marco Piersimoni convinti che le recenti iniziative sui dazi commerciali promosse dall’amministrazione Trump non siano affatto casuali ma risultino in linea con un preciso programma che strizza l’occhio ai ‘falchi’ che lo circondano. In ogni caso, l’intensificarsi dei toni rappresenta, secondo i due manager, non tanto la volontà di una vera e propria guerra commerciale quanto piuttosto un pre-posizionamento tattico in vista di un negoziato.

GUERRA COMMERCIALE, PROBABILITA’ AL 20-25%

Tutto considerato Andrea Delitala e Marco Piersimoni stimano ad un 20-25% la probabilità di una “guerra tariffaria”, ma nel caso in cui lo scenario di rischio di un’escalation commerciale si materializzasse la situazione cambierebbe in modo brusco. “Avremmo immediatamente un incremento dell’inflazione, ma con prospettive ridotte per la  crescita e l’inflazione future: esattamente il contrario dello scenario tratteggiato a fine 2017 (crescita stabile e diffusa, inflazione in moderato rialzo ma sotto gli obiettivi delle banche centrali, aumento graduale dei tassi)”. Secondo Andrea Delitala e Marco Piersimoni a questo punto le trimestrali statunitensi che stanno entrando nel vivo dovrebbero fornire indicazioni più chiare sulle prospettive relative all’andamento dei mercati nel corso della primavera.

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UNO SPAZIO TATTICO PER L’AZIONARIO EUROPA

“Per quanto riguarda in particolare il mercato azionario europeo, c‘è da segnalare come da marzo stia registrando un extra rendimento di quasi tre punti percentuali rispetto all’indice S&P500 di Wall Street grazie all’andamento negativo del settore dell’alta tecnologia USA. Inoltre questo e il prossimo mese è il periodo in cui la maggior parte delle società stacca dividendi e complice un posizionamento ancora scarico da parte degli investitori internazionali, pensiamo ci sia ancora dello spazio tattico per l’Europa” concludono Andrea Delitala e Marco Piersimoni.

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