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Dazi doganali, la Cina non sarà la vittima principale di una guerra commerciale

Non è ancora chiaro come la Cina risponderà ai dazi doganali di Trump, ma ha diverse opzioni. A cominciare dal fatto che è il primo detentore del debito americano.

28 Marzo 2018 - 7:24
financialounge - news
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A chi rischiano di fare più male i dazi doganali? In linea generale, non sembra che il principale indiziato sia la Cina. È quanto emerge da un articolo di Marketwatch che sottolinea il fatto che non si sappia ancora bene quale sarà la risposta (o le risposte) della Cina ai dazi doganali introdotti da Trump ma una cosa è certa: Pechino ha solo l’imbarazzo della scelta. Per esempio potrebbe tassare le importazioni di prodotti dagli Stati Uniti, ma una tale mossa potrebbe ritorcersi contro i produttori cinesi. Un'altra opzione più probabile consisterebbe nella ritorsione mirata dei dazi.

DAZI DOGANALI DI PECHINO MIRATI


Dal momento che Pechino è uno dei principali acquirenti di colture degli Stati Uniti (metà delle esportazioni di soia in Cina è statunitense, ad esempio), un'opzione probabile potrebbe essere quella di prendere di mira l'agricoltura americana, una parte vitale delle esportazioni statunitensi che, peraltro, costituisce una importante quota della base elettorale di Trump. Un'altra opzione potrebbe essere che la Cina trasferisca la sua attività da Boeing (colosso aeronautico USA) ad Airbus (che invece è il concorrente europeo), danneggiando in tal modo in maniera significativa il principale esportatore degli Stati Uniti nel settore aeronautico.

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LA LEVA DEL DEBITO AMERICANO


Ma a prescindere dalle tante opzioni di ritorsione sui dazi doganali, la vera leva che Pechino può utilizzare mettendo in seria difficoltà Washington è l’imponente quota di debito americano in cassaforte. Con 6,66 miliardi di dollari di titoli USA in portafoglio (pari al 19% del totale in circolazione), Pechino è il maggiore detentore del debito degli Stati Uniti: nel momento in cui dovesse decidere di alleggerirsi di una grande quantità di debito USA come misura di ritorsione, il prezzo da pagare per il Tesoro americano sarebbe consistente. Washington dovrebbe emettere un nuovo debito in un contesto in cui già si prevede una emissione di Treasury più sostenuta rispetto a quella degli ultimi anni per finanziarie il deficit in aumento e le spese per le infrastrutture: il risultato sarebbe un rialzo dei tassi significativo con ripercussioni piuttosto dannose per le casse del Tesoro.

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EUROPA E PARTNER USA A RISCHIO


Il tutto senza trascurare che, in un mondo globalizzato, i dazi doganali (e le conseguenti potenziali guerre commerciali) non possono mai essere confinate a due paesi (USA e Cina) ma dilagano facilmente a macchia d’olio senza limiti. Come dire, in altre parole, che l’Europa e alcuni partner commerciali storici degli Stati Uniti (Canada, Messico, Brasile, Australia) potrebbero subire le ripercussioni peggiori.
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