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Il Brasile ha ancora ampi margini di recupero, ma servono ulteriori progressi

I problemi strutturali restano, ma secondo Candriam il Brasile è sulla strada giusta per crescere in modo più lineare.

1 Marzo 2018 10:02
financialounge -  brasile Candriam mercati emergenti Paulo Salazar
financialounge -  brasile Candriam mercati emergenti Paulo Salazar

Il governo attuale del Brasile ha senza dubbio alcuni meriti, a cominciare dall’avere istituito un team economico di alto livello e dall’aver fatto approvare nel congresso una serie di mini-riforme che hanno permesso al Paese di ritornare nel mirino degli investitori.

Tuttavia, permangono una lunga serie di questioni strutturali da affrontare: “Da un sistema politico che si è dimostrato spesso inefficace alla violenza diffusa, da una corruzione cronica, ai servizi pubblici e infrastrutture molto arretrate” fa presente Paulo Salazar, Senior Equity Analyst Emerging Markets di Candriam Investors Group. “In ogni caso – aggiunge Salazar - il Paese appare avviato sulla strada giusta e, come sembra dimostrare anche il sentiment degli investitori che si sta spostando in territorio positivo, il peggio probabilmente è alle spalle”.

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Il riferimento dell’esperto è al più grande scandalo di corruzione della storia del Paese, che ha scosso le fondamenta del colosso sudamericano. Alla luce di tutte queste considerazioni, secondo Paulo Salazar, il Brasile, nonostante l’anno scorso abbia registrato un buon andamento, ha espresso performance inferiori ai propri competitor: esiste quindi, per l’analista un potenziale di rialzo per titoli specifici sull’onda di fondamentali in miglioramento. Fondamentali che poggiano su robuste basi a cominciare dalla crescita economica (in accelerazione), dall’aumento delle dinamiche del mercato del lavoro e della fiducia dei consumatori, mentre i tassi di interesse stazionano sui minimi storici ancorati da prezzi al consumo deboli e una valuta stabile.

Per contro, fa notare Paulo Salazar, “sono necessari ulteriori progressi per stabilizzare l’andamento del debito, con la riforma pensionistica (altamente impopolare) attualmente in discussione che svolge un ruolo chiave in questo processo”.
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