Ma Piazza Affari è sopravvalutata oppure no?

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28 Febbraio 2018 - 10:20

Confrontando il rapporto capitalizzazione di Borsa di Piazza Affari con il PIL, si nota che adesso siamo poco al di sopra della media degli ultimi 20 anni.

In attesa di conoscere l’esito delle elezioni di domenica, ci si interroga se Piazza Affari sia o meno sopravvalutata. Un interrogativo che ha assunto maggiore rilevanza dopo la correzione scattata sui listini azionari di tutto il mondo a fine gennaio. Se si guarda al rapporto prezzo/utili (p/e), uno dei parametri più utilizzati per valutare una Borsa, risulta che il p/e di Piazza Affari, in base ai dati Thomson Reuters Datastream del 22 febbraio scorso, si posizionava a quota 15,4, inferiore al 15,9 della media degli ultimi 10 anni.

Tuttavia, il rapporto p/e potrebbe essere fuorviante per via dell’andamento che possono registrare alcune importanti aziende del listino italiano. Si pensi per esempio ad ENI (settore petrolifero) oppure a Intesa Sanpaolo e Unicredit (settore bancario), il cui peso sull’indice oscilla tra il 13% e il 9%. È sufficiente, come è accaduto nel 2016, che il prezzo del petrolio crolli per determinare una pesante perdita nel bilancio di ENI. Oppure che il Cda di Intesa Sanpaolo o Unicredit decisa di iscrivere a bilancio ulteriori riserve per coprire gli NPL (le sofferenze in portafoglio) per portare in rosso il risultato netto annuale.

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Un modo alternativo per valutare Piazza Affari potrebbe consistere nel mettere a confronto l’andamento della capitalizzazione complessiva di Borsa (cioè il valore di tutte le azioni del listino) con il PIL dell’Italia. Ebbene se si effettua questo esercizio contabile, si scopre che l’attuale rapporto capitalizzazione/PIL di Piazza Affari si attesta al 40,7% cioè poco al di sopra della media degli ultimi 20 anni (che si posiziona al 39,1%) ed è ben distante sia dal 48,4% del dicembre 2007 (poco prima del crac Lehman Brothers) e sia, soprattutto, dal picco del dicembre 1999 (68,4%), cioè alla vigilia dello scoppio della bolla dot.com.

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Anche osservando l’indice storico Comit globale (che riflette l’andamento di tutto il listino di Piazza Affari dal 1972 a oggi) si arriva più o meno alla stessa conclusione: l’attuale livello (1.313 punti) è praticamente in linea con la media degli ultimi 20 anni (1.309 punti).

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