Piazza Affari, recuperare terreno dopo le elezioni è difficile ma non impossibile

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27 Febbraio 2018 - 9:55

Le previsioni parlano di esito incerto, ma con un eventuale quadro politico stabile Piazza Affari potrebbe registrare un solido rally.

Grazie alla correzione partita da fine gennaio, comune a tutti i listini azionari, e al forte balzo degli utili registrato nel quarto trimestre 2017, le valutazioni di Piazza Affari sono scese sotto la media decennale.

Infatti, in base ai dati Thomson Reuters Datastream al 22 febbraio scorso, il rapporto prezzo/ utili (p/e) dell’indice Comit di Piazza Affari si posizionava a quota 15,4 (rispetto al 15,9 medio degli ultimi 10 anni): il p/e dei trenta titoli più importati di Piazza Affari era invece a quota 14,9 (che si confronta con il 15,7 della media decennale). Di tutto rispetto pure il dividend yield (ovvero il rendimento medio delle cedole attese per quest’anno) che si attesta al 3,87%, ovvero quasi il doppio di quanto offre attualmente il BTP decennale.

Il problema è che domenica sono in programma le elezioni politiche che si preannunciano piuttosto incerte non tanto (forse) nei risultati quanto piuttosto sulla possibilità di formare un governo forte e stabile.

“Dopo la crisi finanziaria e la crisi dell’euro, Piazza Affari ha registrato una performance inferiore rispetto agli altri indici europei” puntualizza Yves Longchamp, Head of Research di ETHENEA Independent Investors, che poi aggiunge: “Da marzo 2009 (cioè dal minimo delle Borse post crisi Lehman Brothers), l’indice FTSE MIB +100% dell’indice CAC40 di Parigi e del +230% dell’indice Dax di Francoforte”.

Tuttavia, sostiene Yves Longchamp nel caso in cui la sera del 4 marzo il quadro politico dovesse essere chiaro, potrebbero delinearsi le condizioni affinchè lo sconto della Borsa italiana sparisca (o, quantomeno, si restringa). Questo perchè, tiene a sottolineare il manager, si tratta di uno sconto di natura politica: ecco perché un tale scenario sarebbe verosimilmente in grado di generare un rally sostenuto a Piazza Affari. Ma qual è lo scenario migliore post-elettorale?

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“È quello che può riportare l’Italia sulla strada della prosperità. Basti pensare che la competitività del paese è la stessa di 20 anni fa e che il PIL è ancora 5 punti percentuali sotto al picco raggiunto prima della crisi finanziaria” risponde Yves Longchamp, che auspica un governo forte, capace di “varare le riforme strutturali di cui l’economia italiana ha bisogno”.

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