Fed, perché non si può escludere un quarto rialzo dei tassi nel 2018

Federal Reserve
2 Febbraio 2018 - 12:48

Janet Yellen ha lasciato il posto di presidente della Fed a Jerome Powell: attese poche novità a breve termine, ma a medio e lungo termine invece…

L’ultima riunione della Federal Reserve sotto la guida del presidente Janet Yellen non è stata particolarmente significativa circa le aspettative nella politica monetaria della banca centrale americana. Tuttavia, secondo Rick Rieder, BlackRock’s Chief Investment Officer of Global Fixed Income e co-Manager del comparto BlackRock Fixed Income Global Opportunities Fund (FIGO), ci sono comunque implicazioni a breve, medio e lungo termine che possono essere tratte dal meeting.

“Per cominciare, l’annuncio è servito a migliorare la percezione e l’interpretazione della Federal Reserve circa il tasso attuale di inflazione. Mentre i prezzi al consumo restano moderati, le aspettative di inflazione sono in aumento e la Fed ha cambiato le loro prospettive nella riunione per dire esplicitamente che l’inflazione dovrebbe aumentare quest’anno” specifica Rick Rieder secondo il quale, alla luce di queste considerazioni, l’aumento di 25 punti base (+0,25%) dei tassi Federal Reserve a marzo è quasi scontato. A medio termine, invece, la Fed non dovrebbe avere alcuna fretta di aumentare i tassi in modo marcatamente più veloce di quanto indicato dall’ultima lettura alla luce delle proiezioni economiche. E questo nonostante il tasso di inflazione stia avvicinandosi ad un livello che è prossimo al suo obiettivo.

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“Ciò è in parte dovuto al fatto che l’inflazione sta accelerando, ma sta procedendo a un ritmo moderato, come mostrato da una delle letture di inflazione preferite dalla Fed, il Core Personal Consumption Expenditures, che ha registrato solo un rialzo dell’1,52% nell’ultima lettura” sottolinea Rick Rieder secondo il quale sebbene tutto ciò suggerisca che siano tre i rialzi dei tassi USA nel 2018, non si può ancora trascurare nemmeno il fatto che ci sia il potenziale per un quarto rialzo entro la fine dell’anno. Infine, per il lungo termine per Rick Rieder è importante notare che la dichiarazione della Fed di ieri deve essere interpretata nel contesto di una transizione nei presidenti della Fed, dal presidente Yellen, che ha guidato in modo molto attento l’istituzione, al presidente Powell, di cui si ha un’opinione altrettanto alta.

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In definitiva, Rick Rieder non ritiene che ci possa essere un significativo cambiamento nel modo in cui i dati economici attuali o futuri, o l’ambiente per i tassi di interesse, siano valutati dal FOMC (Federal Open Market Committee, l’organo della Fed che decide in tema di tassi di interesse) sotto la nuova presidenza, ma ci sono ancora posti da riempire nel board della Federal Reserve. Le nuove personalità e le relative esperienze saranno profondamente diverse dal precedente board del FOMC, quindi la visione di annunci futuri, come ad esempio chi sarà il vicepresidente, può fornire indizi significativi su come funzionerà la futura Fed. “Questo a sua volta ci aiuterà a comprendere meglio come elaborare le future stime dei membri del Comitato nel nostro calcolo dei tassi d’interesse influenzato dalla Fed” conclude Rick Rieder.

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