bilancia commerciale

Sono le relazioni commerciali il punto critico dell’attuale contesto economico

L’attenzione all’attuale debolezza del dollaro sembra eccessiva: secondo Carlo Benetti i veri rischi derivano dagli approcci muscolari alle relazioni commerciali.

30 Gennaio 2018 16:10
financialounge -  bilancia commerciale Carlo Benetti GAM World Economic Forum
financialounge -  bilancia commerciale Carlo Benetti GAM World Economic Forum

“Le maggiori banche centrali sono alle prese con il ritiro di un’imponente massa di liquidità, un passaggio cruciale senza precedenti, che esigerebbe il massimo coordinamento tra governi e istituzioni al fine di preservare e non certo ostacolare le relazioni commerciali” sottolinea, nell’Alpha e il Beta del 29 gennaio 2018, Carlo Benetti, Head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR.

“Gli ottimisti – aggiunge Benetti - ritengono che le leadership nazionali promuoveranno azioni cooperative di mutuo interesse a dispetto dell’oscillazione del pendolo della Storia verso la frammentazione. I realisti tengono conto di tutte le possibilità e, nei portafogli, si regolano di conseguenza”.

Il focus di Carlo Benetti è sulla fine della Pax Americana, quella leadership a stelle e strisce che ha retto gli equilibri del pianeta negli ultimi settant’anni che adesso è in crisi.

“Uno dei postulati della Pax Americana era la cooperazione, il coordinamento multilaterale fornito da organismi sovranazionali come la NATO, il Fondo Monetario, la Banca Mondiale, l’ONU, nei quali gli Stati Uniti erano l’azionista di maggioranza” puntualizza Carlo Benetti ricordando come, nel nuovo mondo multipolare, il fenomeno della globalizzazione non sia stato adeguatamente governato: nei paesi emergenti centinaia di milioni di persone si affrancavano dalla povertà ma nelle economie avanzate la classe media subiva un severo ridimensionamento delle proprie condizioni economiche.

Brexit, il nazionalismo, l’America First di Trump sono effetti, non cause. Ma resta il fatto che l’approccio muscolare nelle relazioni commerciali e i nazionalismi diffusi sono una delle maggiori fonti di instabilità.

 

“Prima di partire per Davos, il presidente Trump aveva annunciato dazi sulle importazioni di lavatrici e pannelli solari da Corea del Sud e Cina. Se l’amministrazione americana si limiterà a questi soli prodotti, e se non ci saranno ritorsioni, non dovrebbero esserci conseguenze benché resti un segnale allarmante: l’amministrazione Trump potrebbe decidere di continuare su questo registro per recuperare consenso interno in vista delle elezioni del prossimo novembre” specifica Carlo Benetti.

Tra i maggiori rischi che minacciano il pianeta, il WEF (World Economic Forum) annovera quelli di natura ambientale o tecnologica. Calamità naturali, eventi climatici estremi, l’incapacità di contrastare il riscaldamento climatico, attacchi cibernetici e furto di dati sono eventi le cui conseguenze sono ritenute, per probabilità e impatto, più gravi dei disequilibri economici o delle crisi finanziarie, considerati rischi maggiori fino al 2013.

APPROFONDIMENTO
Prepararsi meglio per pianificare, ecco il motto del 2018

“Rischi che derivano direttamente dall’affievolimento della cooperazione internazionale e dal ripiegamento della leadership americana che hanno comunque conseguenze anche economiche” conclude Carlo Benetti.
Trending