Charles McKenzie

Obbligazioni, è il momento giusto per aumentare la qualità del portafoglio

Con differenze di rendimento al minimo, questa fase del ciclo permette agli investitori di scegliere titoli a garanzia maggiore. Ma è opportuno evitare concentrazioni, sostiene Charles McKenzie di Fidelity.

17 Gennaio 2018 - 8:33
financialounge - news
financialounge - news

Dopo un 2017 di buoni rendimenti per il mercato obbligazionario è giunto il momento di investire in maniera più attenta per scegliere i titoli di credito (le obbligazioni societarie) dotati del giusto profilo rischio/rendimento. Ciò significa che nel mercato obbligazionario ci sono ancora aree di valore, ma a differenza del passato servirà una selezione attenta, finalizzata ad evitare le situazioni sopravvalutate.

Ad analizzare il quadro del mercato obbligazionario globale, individuando poi le strategie più adatte ad affrontare le nuove sfide, è il CIO Obbligazionario di Fidelity International Charles McKenzie. “Nel 2017 – ha spiegato - i mercati del credito hanno beneficiato di un forte dinamismo dell’economia e di un contesto favorevole in termini di tassi d’interesse. Se queste condizioni di stabilità persistono, i segmenti a più alto rendimento del mercato dovrebbero continuare a sovraperformare”.

Secondo McKenzie la questione più urgente è rappresentata dalle valutazioni elevate, anche se “la categoria investment grade rimane il segmento privilegiato” poiché offre una protezione in caso di rallentamenti economici. Nonostante il livello ridotto degli spread (ovvero gli extra rendimenti rispetto ai titoli di stato), il debito dei mercati emergenti continua a offrire un “discreto potenziale di rendimento”.

APPROFONDIMENTO
Mercati obbligazionari 2018, come catturare valore nel credito e negli emergenti

Inoltre lo stesso McKenzie ravvisa opportunità nei titoli ibridi, asset in grado di unire le caratteristiche tipiche dell’obbligazionario e, in parte, dell’azionario, che attualmente vantano rendimenti paragonabili ai bond high yield pur avendo un rischio di credito sottostante simile ai bond investment grade. McKenzie è convinto che il contesto attuale offra “terreno fertile per distinguere i vincitori dai vinti” e mette in guardia dai pericoli di investire in una fase avanzata del ciclo, primo fra tutti l’esposizione elevata al rischio, approccio che richiede molta attenzione. La fase attuale del ciclo richiede portafogli caratterizzati da una diversificazione intelligente: “Gli investitori – mette in guardia McKenzie – dovrebbero ridurre i rischi di concentrazione che generalmente provengono dagli approcci basati su benchmark a moneta unica. Coloro che dispongono di un’ampia gamma di strumenti possono contemplare una copertura dinamica del portafoglio che enfatizza gli indicatori anticipatori di stress del mercato, quali liquidità, momentum e posizionamento”.

In definitiva, secondo l’analisi del CIO Obbligazionario di Fidelity International, a fare la differenza in termini di soluzioni di investimento sarà la selezione attiva delle obbligazioni. E alla luce della scarsa dispersione tra i mercati del credito, quello attuale può essere un buon momento per “incrementare la qualità dell’esposizione obbligazionaria senza rinunciare a un rendimento significativo”.

Infatti, sottolinea McKenzie, la differenza di rendimento tra i titoli con rating BBB e BB è prossimo a un minimo storico “per cui gli investitori dovrebbero domandarsi se valga la pena assumere maggiori rischi (acquistando in questo caso obbligazioni con rating BB, ndr) nella ricerca di rendimento”.

Per coloro che invece fossero alla ricerca di soluzioni orientate alla difesa del capitale, senza però rinunciare alla generazione di un flusso di reddito interessante, Fidelity propone un portafoglio obbligazionario globale con rating medio di elevato merito creditizio: FF Global Short Duration Income Fund. Si tratta di un comparto che investe in obbligazioni societarie, selezionate in modo rigoroso a livello globale, conciliando al meglio la qualità con una duration corta (scadenza media dei titoli in portafoglio), limitando quindi la sensibilità al tassi d’interesse: infatti nel caso di un aumento dei tassi del mercato obbligazionario i prezzi delle obbligazioni tendono a scendere in modo tanto più marcato quanto più lunga è la scadenza. Questo fondo, inoltre, prevede la copertura del rischio di cambio e mira ad erogare un flusso di reddito dell’1% nel 2018, che può contribuire ulteriormente alla stabilità del comparto e, a cascata, dell’investimento.
Trending