Debito emergente, le implicazioni della crisi venezuelana

Amundi
17 Novembre 2017 - 9:55

Visto l’elevato livello di incertezza e la poca chiarezza sulla dimensione della crisi, non si vede al momento una soluzione rapida al processo di ristrutturazione.

L’attuale livello di debito del Venezuela è insostenibile. Lo ha detto pubblicamente il presidente Nicolas Maduro che, contestualmente, ha annunciato l’intenzione della Repubblica del Venezuela di ristrutturare tutto il debito estero. Il paese non ha onorato il pagamento di cedole pari a 200 milioni di dollari entro il periodo di 30 giorni dalla scadenza, determinando il processo di declassamento fino al livello di default selettivo da parte delle agenzie di rating.

L’Associazione Internazionale dei Prodotti Derivati (ISDA) si riunirà per valutare se anche il ritardo di una settimana nei pagamenti da parte della compagnia petrolifera statale (PDVSA) possa costituire un evento di credito che faccia attivare la protezione fornita dai contratti di assicurazione (CDS) sottoscritti dagli investitori. Da segnalare inoltre che, al fine di ritardare e complicare ulteriormente il processo negoziale, la Repubblica del Venezuela ha invitato tutti i detentori di obbligazioni a Caracas il 13 novembre scorso per iniziare i negoziati per la ristrutturazione.

“Non sembra che da questa riunione siano emerse proposte significative, ma gli ufficiali governativi hanno ribadito che è loro intenzione continuare ad onorare il debito” fa sapere Yerlan Syzdykov, Deputy Head of EM di Amundi.

“Le tempistiche e il tenore delle proposte del governo potrebbero avere un impatto concreto sulle discussioni in corso. La compagnia petrolifera statale (PDVSA), che rappresenta la principale fonte di introiti da esportazioni in valuta forte, potrebbe permettere di avere una esposizione vantaggiosa ai rendimenti venezuelani se dovesse esserci qualche evento significativo” aggiunge Yerlan Syzdykov, che, tuttavia, ritiene prematuro fare una accurata valutazione del potenziale valore di recupero dei crediti: il generale contesto di incertezza, la complessità della struttura di capitale della Repubblica del Venezuela e di PDVSA, e la mancanza di chiarezza sul reale ammontare delle passività non consentono una valutazione definita.

Diverso, invece, il discorso relativo alle opportunità di investimento alternative. “Se lo spread (extra rendimento rispetto ai titoli di stato USA) sui titoli venezuelani dovesse continuare ad allargarsi, potrebbe richiamare investitori che attualmente favoriscono altri emittenti ad elevato rischio. Questo porterebbe ad un cambiamento della struttura dei rendimenti delle economie emergenti” specifica Yerlan Syzdykov che, in ogni caso, preferisce restare molto cauto sul Venezuela, dal momento che non vede la possibilità che venga individuata rapidamente una soluzione al processo di ristrutturazione.