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Idee di Investimento - Azioni - 06 novembre 2017

6 Novembre 2017 - 8:28
“Finchè la politica monetaria resterà accomodante, gli investitori potranno continuare a godersi un contesto Goldilocks, cioè un’economia né troppo calda né troppo fredda”, commenta nell’articolo “Eurozona, i benefici di un’economia né troppo calda né troppo fredda” Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist di Schroders, leggendo la stima preliminare sul PIL dell’Eurozona nel terzo trimestre che mostra un’espansione dell’area europea molto solida. Una stima che si è attestata in termini reali allo 0,6%, al di sopra delle attese di consenso (0,5%), e non distante dal tasso di crescita registrato nel secondo trimestre, rivisto al rialzo (0,7%). Al momento, sono disponibili pochi dettagli, ma anche i dati pubblicati da Spagna (crescita dello 0,8%) e da Francia (+0,5%) mostrano una dinamica molto positiva. Mentre la zona euro si conferma in cima alle preferenze degli analisti per i prossimi 12 mesi, gli investitori possono contare sempre sul contributo dei dividendi alle performance azionarie che è sempre stato di rilievo. Adesso, però, occorre selezionare le società capaci di assicurare cedole sostenibili. “In un contesto di tassi divenuto più difficile, è importante che gli investitori azionari alla ricerca di reddito selezionino società in grado di versare dividendi sostenibili. Tali società presentano a nostro avviso due importanti aspetti. In primis, bilanci robusti con bassi livelli di indebitamento e ampi free cash flow. In secondo luogo modelli operativi che comprendono parametri ambientali, sociali e di governance (ESG) in grado di ridurre il rischio di eventi negativi che potrebbero ripercuotersi sulla quotazione e/o sulla distribuzione di dividendi” tiene a precisare nell’articolo “Investimenti azionari, come e perché scegliere le società con dividendi sostenibili” Edward M. Kerschner, CFA, Chief Portfolio Strategist di Columbia Threadneedle Investments. In un orizzonte temporale più breve, per esempio i prossimi 12 mesi, la crescita attesa nel Regno Unito dovrebbe essere tendenzialmente inferiore mentre l’inflazione (al livello massimo degli ultimi 5 anni) potrebbe spingere la BoE (che giovedì scorso ha alzato i tassi dello 0,25% dopo 10 anni) ad alzare ancora i tassi. “Questa debole prospettiva di crescita ha implicazioni per gli asset finanziari del Regno Unito” dichiara nell’articolo “Regno Unito, la debole prospettiva di crescita ha implicazioni per gli asset“ Richard Turnill, Global Chief Investment Strategist di BlackRock, che vede la sterlina sostenuta nel breve termine, ma comunque esposta a fluttuazioni in quanto si muove come un barometro delle ansie a breve termine della Brexit. “Vediamo rischi simili anche per le società esposte a livello nazionale nel mercato azionario britannico, e favoriamo le compagnie del Regno Unito e della zona euro orientate a una crescita sostenuta nell’economia globale” conclude Richard Turnill. Tutta un’altra storia, invece, il lancio degli iPhone X, 8 e 8 Plus di Apple che indica nuove potenzialità per i fornitori di eccellenza quali Largan, Sunny Optical e AAC. “Esaminiamo più da vicino due delle nuove caratteristiche: maggiore capacità di memorizzazione e display da bordo a bordo (edge-to-edge)” suggerisce di fare nell’articolo “Il successo del nuovo iPhone offre un solido supporto ai fornitori di eccellenza” Alban Cousin, analista IT del team Vontobel mtx Sustainable Leaders, giungendo alla conclusione che si potranno generare ricadute positive per società come AAC e Sunny Optical (nell’ambito della maggiore capacità di memorizzazione) e anche a società come Largan, nell’ambito della tecnologia 3D sensing. Intanto, ci sono i primi segnali di un’ampia ripresa dell’economia russa, trainata dalle vendite di nuove auto, dalle condizioni del mercato del lavoro, dal sentiment nel settore manifatturiero e da una ripresa del prezzo del petrolio. Ciò conduce ad una robusta crescita del PIL per un ammontare pari all’1.7% per il 2017 sulla base dei nostri principali indicatori. “Riteniamo che il rafforzamento dell’economia russa prometta bene per i titoli legati ai consumi domestici e al settore real estate. In particolare, apprezziamo il settore delle vendite alimentari al dettaglio, dove gli utili attesi sono vicini ai massimi di tutti i tempi, il trend è ancora in miglioramento e le valutazioni sono allettanti. Inoltre, nel settore è in atto un processo di consolidamento intorno ai principali operatori del mercato” specifica nell’articolo “Russia, l’economia in ripresa spinge le vendite retail del settore alimentare” Christopher Bannon, Senior Investment Manager dell’Emerging Markets Equity Team. Dalla Russia alla Cina. La fiducia al mercato azionario cinese è corroborata dal rallentamento della formazione di nuovo credito, da controlli più severi sui movimenti dei capitali, dalla ricostituzione delle riserve valutarie della banca centrale. “Nel breve termine, invece, i rischi sono i medesimi delle economie avanzate: tensioni con la Corea del Nord, eventuali sorprese dal lato dei prezzi e tassi più alti prima del previsto” puntualizza Carlo Benetti, Head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR nell’articolo “Ai cinesi sembra di vivere un nuovo Rinascimento”, tutto focalizzato sulla Cina e su quanto emerso nel 19° Congresso del Partito Comunista Cinese. Restiamo nei mercati emergenti. Secondo Columbia Threadneedle Investments l’analisi ESG consente ai gestori attivi di individuare i titoli ben gestiti che esibiscono trend positivi anche, e soprattutto, nei mercati emergenti. “Una delle critiche storicamente mosse all’investimento ESG è che tende a sacrificare i rendimenti. La nostra esperienza ci dice tuttavia che non è così, e una crescente mole di evidenza empirica dimostra che è vero il contrario” sottolinea nell’articolo “Fattori ESG, le tante opportunità da cogliere nei mercati emergenti” Lisa Lim, Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments, ricordando quanto è emerso da uno studio del 2016 condotto da Cambridge Associates. Uno studio che ha appurato che l’MSCI Emerging Markets ESG Index ha sovraperformato il più noto MSCI Emerging Markets Index nei primi tre anni dal lancio, e che più della metà della sovraperformance era ascrivibile a fattori ESG, tra cui l’emissioni di anidride carbonica, la sicurezza dei prodotti e l’etica aziendale.
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