Bryan Collins

Cosa devono aspettarsi gli investitori dal congresso del partito comunista cinese

Gli esperti di Fidelity International spiegano quali sfide dovrà affrontare la Cina nei prossimi cinque anni.

20 Ottobre 2017 18:10
financialounge -  Bryan Collins Catherine Yeung cina Fidelity International Xi Jinping
Un lungo discorso del presidente Xi Jinping ha aperto a Pechino il 19-esimo Congresso del Partito Comunista. Tra i punti salienti del suo intervento, l’adozione del pugno di ferro nella lotta contro la corruzione e una minore enfasi sulla crescita: se cinque anni fa il suo predecessore, Hu Jintao, annunciò che la Cina avrebbe raddoppiato entro il 2020 il prodotto interno lordo, Xi ha delineato per quella data una società “moderatamente prospera”. Quasi in contemporanea con l’apertura del congresso, l’ufficio di statistica cinese ha reso noto il dato del PIL del terzo trimestre, +6,8% su base annua, superiore all’obiettivo fissato dal governo; in crescita anche le vendite al dettaglio (+10,3%), un dato importante alla luce della dichiarata volontà delle autorità di Pechino di spostare la spinta alla crescita dalle esportazioni ai consumi interni.

“Dal Congresso ci aspettiamo una conferma delle politiche già adottate”, commenta Catherine Yeung, Investment Director di Fidelity International. “Un’inversione di rotta a questo punto sarebbe preoccupante. La fonte di rischio, infatti, non va ravvisata tanto nella prosecuzione delle riforme, bensì nell’orientamento del settore immobiliare, che gli investitori dovranno monitorare nei prossimi cinque anni”. Settore che resta il pilastro del paese, la maggior parte delle attività è garantita da beni immobili, e un’eventuale espansione o contrazione del segmento immobiliare può avere un impatto rilevante sull’economia dell’intero paese.

“È un settore ciclico dominato dalle politiche economiche e nel breve termine assisteremo a un rallentamento”, afferma Bryan Collins, gestore di portafoglio obbligazionario di Fidelity. “Gli investitori possono essere rassicurati dal fatto che entro il 2020 l'urbanizzazione raggiungerà soltanto il 60%. In Cina è in atto una pianificazione urbana su vasta scala, con lo sviluppo di nuove città, nuovi quartieri e nuove reti di trasporto di alto livello, che sostengono i benefici a lungo termine di un'economia trainata dai consumi e urbanizzata in una forma più sostenibile”.

Per gli esperti di Fidelity altre sfide attendono la Cina nei prossimi cinque anni, come la necessità di ridurre l’elevato livello di indebitamento, il “delevaraging”, che tuttavia da rischio può tradursi in un’opportunità, come sottolinea Collins: “Anche se il deleveraging può avere ripercussioni sulla crescita, sul piano teorico rappresenta una condizione ideale per gli investimenti in titoli obbligazionari e di credito”. Altri rischi sono relativi all’impatto sul settore manifatturiero di una flessione della domanda globale o di un rapido aumento dei salari in uno specifico segmento del mercato del lavoro. “La Cina sta scalando velocemente la catena del valore, trasformandosi da fabbricante in innovatore”, rassicura Collins. “L'iniziativa “One Belt One Road” (la nuova via della seta) e soprattutto la costante urbanizzazione offrono un sostegno strutturale ai consumi, che porterà la Cina a svolgere l'attività produttiva in maniera crescente sul proprio territorio, per sé e i paesi limitrofi”.
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