C’è un senso di sicurezza eccessivo

dati macroeconomici
18 Ottobre 2017 - 9:33

Per Joachim Fels tutti gli addetti ai lavori, pubblici e privati, sembrano eccessivamente compiacenti circa l’attuale situazione macro economica trascurandone i rischi.

Joachim Fels, Consulente economico globale PIMCO, nel suo ultimo commento di mercato si definisce preoccupato. “Quattro giorni trascorsi a Washington in occasione della conferenza ‘Rethinking Macroeconomic Policy’ mi hanno lasciato l’impressione che la crescita globale sincronizzata, le previsioni macro ottimali come quella rilasciate dall’FMI all’inizio della scorsa settimana e i mercati finanziari in forte espansione, sembrano aver accentuato un senso di sicurezza eccessivo negli investitori e nei responsabili politici” sottolinea Joachim Fels, convinto che l’economia globale e i responsabili politici potrebbero ritrovarsi a ‘guidare senza pneumatico di riserva’ nei prossimi anni.

Nel momento in cui la prossima crisi colpirà, sarà improbabile che i responsabili politici monetari e fiscali siano disposti o in grado di rispondere con lo stesso tipo di forza che hanno espresso nell’ultima recessione. Un’eventuale prossima recessione potrebbe non essere così profonda come l’ultima ma potrebbe protrarsi più a lungo.

“Certo non si può escludere a priori che gli Stati Uniti diventino la nuova Australia, che non ha conosciuto una recessione per oltre un quarto di secolo, ma rimango piuttosto scettico a tale proposito. Nei miei trent’anni di esperienza ho imparato a non sottovalutare la capacità dei policymaker di complicare la situazione e nemmeno a trascurare la propensione dei leader aziendali, dei consumatori e degli investitori a diventare o troppo negativi o irrazionalmente esuberanti” specifica Joachim Fels che, proprio per questo ha provato ad indagare tra i funzionari della Fed circa gli strumenti che probabilmente avrebbero a loro disposizione nella prossima recessione.

“Nel caso della Fed, la risposta è stata semplice: esattamente gli stessi dell’ultima volta. In primis, tagliare i tassi a zero o vicino a tale soglia. In secondo luogo, orientare rendimenti inferiori su tutta la curva dei tassi e, in terzo luogo, acquistare i titoli e i mutui garantiti dal governo. Tassi negativi? Difficile, dato i timori di ciò che avrebbe per i fondi del mercato monetario. Acquisti di attività del settore privato, quali obbligazioni societarie e azioni? Impossibile senza un atto specifico del Congresso” rivela Joachim Fels, che conclude domandandosi perché la maggior parte dei player nel settore pubblico e in quello privato sembrava così eccentricamente allegra sebbene sia evidente la prospettiva di una casella di strumenti finanziari quasi vuota in caso di una nuova recessione. Franklin D. Roosevelt ha detto nel suo discorso inaugurale che “l’unica cosa che dobbiamo temere è la paura stessa”. Guardando oggi alla conferenza di Washington, secondo Joachim Fels potrebbe valere una leggera variazione: “L’unica cosa che dobbiamo temere [nei mercati finanziari] è la mancanza stessa di paura”.