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Obbligazioni societarie USA, non è ancora il momento di abbandonare il settore

I bond societari investment grade USA dovrebbero beneficiare di un miglioramento dei fondamentali aziendali e di flussi di acquisto da parte degli investitori esteri.

13 Ottobre 2017 09:58
financialounge -  Amundi bond mercati obbligazionari obbligazioni societarie USA
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Dall’inizio dell’anno allo scorso 9 ottobre l’investimento in fondi obbligazionari area dollaro USA si è rivelato uno dei meno soddisfacenti per gli investitori italiani.

Infatti, in base all’indice di categoria, la performance è fortemente negativa (-7,6%). Anche i fondi specializzati sulle obbligazioni societarie statunitensi accusano perdite piuttosto ingenti da inizio anno: quelli focalizzati sulle emissioni corporate bond investment grade segnano una performance media del -5,5% mentre i fondi high yield Usd evidenziano un calo medio del -4,7%.

Certo, a pesare sui rendimenti in tasca ai risparmiatori italiani (che fanno i conti in euro) c’è da mettere in conto la rivalutazione della moneta unica sul biglietto verde (+11% da inizio anno), ma resta il fatto che sono in molti a chiedersi se convenga o meno restare investiti ancora sui fondi obbligazionari societari americani.

Tra coloro che non hanno dubbi nel mantenere una raccomandazione positiva sulle obbligazioni corporate IG in dollari figurano gli esperti di Amundi. “La riforma fiscale potrebbe avere un’influenza positiva sui fondamentali delle società americane per almeno tre importanti ragioni. In primis, il calo generale dell’imposta sulle imprese, e, in secondo luogo, il rimpatrio di capitali per 2.500 miliardi di dollari mantenuti all’estero dai principali colossi del tech. In terzo luogo anche la non-deducibilità delle cedole avrà i suoi effetti positivi in quanto incoraggerà, con ogni probabilità, le società a ridurre il loro indebitamento in maniera sostanziale”, spiegano i professionisti di Amundi secondo i quali anche i fattori tecnici rimangono molto positivi.

Un altro aspetto che secondo gli esperti di Amundi offre ulteriore supporto all’asset class è il fatto che, di recente, le aziende statunitensi hanno adottato un comportamento più prudente in termini di leva finanziaria.

“Sono state meno attive sul mercato delle fusioni e delle acquisizioni (il cui valore delle operazioni in essere è diminuito del 16% negli ultimi tre mesi) e lo stesso si è visto per le operazioni di riacquisto di azioni proprie. Di recente, stando alle ultime trimestrali, c’è stato un lieve calo dell’indebitamento”, argomentano i professionisti di Amundi convinti che questo trend (piuttosto insolito in una fase di espansione) dovrebbe comunque proseguire nel 2018.

Inoltre, visti i tassi di interesse così bassi, le società ‘Investment Grade’ sono riuscite a mantenere indici di copertura degli interessi soddisfacenti. “Confermiamo la nostra raccomandazione positiva riguardo alle emissioni societaie USA Investment Grade. Gli spread (extra rendimenti rispetto ai titoli distato) dovrebbero continuare a beneficiare della forte domanda di attività denominate in dollari da parte degli investitori stranieri, nonché del miglioramento dei fondamentali”, concludono gli esperti di Amundi.
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