Perché guardare oltre la solida superficie macro

Andrew Balls
9 Ottobre 2017 - 14:55

Attenzione alla minaccia geopolitica Sudcoreana, al calo dell’espansione economica USA, alla riduzione dei bilanci delle banche centrali e all’evoluzione cinese.

L’ultima volta che siamo stati in presenza di una combinazione tanto positiva di dati macro economici era il 2006 e l’epilogo, come purtroppo sappiamo, non è stato favorevole.

“Undici anni dopo, riteniamo improbabile che si verifichi un’altra grave crisi finanziaria nel nostro orizzonte ciclico, ossia nei prossimi sei-dodici mesi. Nonostante ciò, allora come oggi, quando il contesto macroeconomico versa nelle migliori condizioni che si possano sperare e le valutazioni sono elevate, occorre focalizzarsi sulla cautela, sulla protezione del capitale e sulla ricerca di fonti diversificate di carry (rendimento aggiuntivo) al di là dei titoli più comuni” tengono a precisare Joachim Fels, Consulente economico globale, e Andrew Balls, Chief Investment Officer Global Fixed Income di PIMCO, che raccomandano infatti di guardare oltre la solida superficie macro, prestando la massima attenzione alle incertezze e ai rischi sottostanti, rilevando alcuni problemi che potrebbero presentarsi anche nell’orizzonte ciclico e turbare l’inquietante calma che domina sui mercati finanziari.

Questo perché, pur in un contesto in cui il clima macroeconomico versa nelle migliori condizioni che si possano sperare e i livelli delle valutazioni sono elevati, è preferibile concentrarsi sulla protezione del capitale nei portafogli.

“Le notevoli incertezze all’orizzonte, tra cui l’avanzamento dell’espansione statunitense, il ridimensionamento dei bilanci delle banche centrali e i rischi connessi alla Cina, richiedono a nostro giudizio un approccio alla costruzione del portafoglio improntato alla cautela, che ponga l’accento sulla generazione di reddito e alfa (extra rendimento rispetto al mercato) a partire da un ampio ventaglio di posizioni di piccole dimensioni piuttosto che sull’assunzione di ampie concentrazioni in obbligazioni societarie generiche” puntualizzano i due manager.

Benché la riduzione del bilancio della Fed e l’attuale tapering della BCE (nonché un inasprimento di più vasta portata da parte degli istituti centrali) dovrebbero essere ampiamente scontati, resta il fatto che le valutazioni equilibrate e la volatilità contenuta lasciano scarso margine di errore.

“Nelle fasi più avanzate del ciclo del credito societario, in qualità di gestori attivi, riteniamo ragionevole enfatizzare la liquidità del portafoglio ed evitare di norma posizioni meno liquide, concentrandoci sulle opportunità bottom-up (cioè dedicate alla selezione dei singoli emittenti e titoli) dove il rischio è realmente ricompensato” spiegano Joachim Fels e Andrew Balls che, pur mantenendosi piuttosto vicini al benchmark a livello di posizionamento complessivo di portafoglio, possono puntare a generare rendimenti superiori al mercato attraverso diverse posizioni: dai mutui non-agency USA ai mutui di agenzie USA, da selezionate opportunità di prodotti strutturati al posizionamento sulla curva, dalla scelta attiva dei titoli alla selezione bottom-up delle obbligazioni societari, dalle posizioni sulle valute emergenti alla posizione su tassi dei paesi emergenti in valuta locale e obbligazioni emergenti in valuta forte, fino all’ottimizzazione delle posizioni bottom-up con preferenza per alta qualità/generazione di reddito all’interno di specifici settori.