Portafogli, come evitare le trappole emotive e l’accumulo del rischio sull’euforia

Carlo Benetti
21 Luglio 2017 - 9:53

Il portafoglio anti-fragile per l’attuale contesto di mercato deve essere ampiamente diversificato, anche con strategie sistematiche senza pregiudizi o trappole emotive.

Lo scenario di mercato attuale è ricco di paradossi: c’è il paradosso di crescita e piena occupazione che non generano inflazione, e quello di borse ai massimi e volatilità ai minimi storici.  C’è poi un terzo paradosso, quello di un nervosismo diffuso non perché la volatilità è eccessiva ma perché al contrario è troppo bassa.

“Una lunga fase di mercato positiva, senza volatilità, tende a far dimenticare il rischio, induce a sensazioni di falsa sicurezza. E’ un processo pericoloso perché si auto alimenta, riduce la percezione dei rischi, indebolisce le difese in coloro che investono tenendo gli occhi sullo specchietto retrovisore” puntualizza Carlo Benetti, Head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR nell’Alpha e il Beta del 17 luglio 2017, secondo il quale il portafoglio anti-fragile è quello che evita l’accumulo del rischio sull’euforia, è estremamente diversificato, anche con strategie sistematiche senza pregiudizi o trappole emotive.

A questo proposito, Carlo Benetti, ricorda all’investitore accorto che le opportunità di investimento sono spesso davanti ai nostri occhi: l’Intelligenza Artificiale è un settore da tenere d’occhio per gli investimenti. Ma non solo, essa costituisce anche una nuova frontiera per l’attività di gestione dei portafogli, anche per consulenti che, ricordiamolo, non sono generatori di performance ma pianificatori di soluzioni, migliorando la produttività e diminuendo i costi.

Carlo Benetti tiene tuttavia a precisare che le gestioni sistematiche sono qualcosa di molto diverso dai robo-for-advisory in quanto corrispondono al pilota automatico dell’aereo o all’auto che procede senza intervento umano, che decide in autonomia se e quando frenare o accelerare.

“Il processo di investimento sistematico analizza numerosissime variabili, macroeconomiche, monetarie, settoriali fino ai ratio di migliaia di società quotate che vengono poi distillate in decisioni di investimento” sottolinea Carlo Benetti che, tuttavia, ammette che la difficoltà consiste nel mettere a punto algoritmi che distinguano i segnali dai rumori, che comprendano i nessi causali tra le dinamiche in corso, che identifichino le migliori opzioni nel breve termine.

“Si tratta di condizioni che determinano di conseguenza la possibilità di prendere decisioni di investimento migliori o, quantomeno, più informate. Il processo di investimento, che possiamo semplificare nei tre momenti classici della raccolta, analisi delle informazioni, scelte di investimento, nell’approccio sistematico è identico a quello tradizionale. Le differenze sono all’interno dei singoli momenti, gli algoritmi processano milioni di dati e, soprattutto, non sono condizionati da bias comportamentali” spiega Carlo Benetti specificando come i modelli sistematici non si lascino distrarre dalle emozioni né dall’ininterrotto flusso di notizie. Come dire, che i processi sistematici non corrono i rischi dell’overconfidence, eccesso di sicurezza nelle proprie capacità, ma si ripetono uguali e replicabili.