Biotech, nuovi prodotti promettenti a supporto delle quotazioni di borsa

Candriam
3 Luglio 2017 - 9:00

L’alta volatilità del settore e la dispersione delle performance richiede un approccio attivo che coniuga i big del settore e selezionate e promettenti new entry.

Il braccio di ferro tra il progetto di legge di Trump, teso ad abolire la riforma del sistema di rimborso delle cure mediche attivato dal suo predecessore alla Casa Bianca, e i timori di un intervento da parte del Governo relativamente ai prezzi dei farmaci hanno influenzato negli ultimi mesi il settore biotech in borsa.

Tuttavia, secondo Rudi van den Eynde, Head of Thematic Global Equity, Candriam Investors Group, vi sono diverse ragioni per dubitare che tale minaccia possa influire sull’andamento del settore nel medio lungo termine.

“Negli Stati Uniti i farmaci costituiscono solo il 10% della spesa sanitaria e le sovvenzioni statali sono pari solo al 45% dei rimborsi; il resto è coperto da assicurazioni sanitarie private. Pertanto, qualunque siano le decisioni adottate dalla nuova amministrazione USA, l’impatto sui prezzi dei farmaci sarà marginale” spiega Rudi van den Eynde che poi aggiunge: “Oppure meccanismi di determinazione dei prezzi resteranno sostanzialmente invariati e permetteranno di ottenere margini molto interessanti sui prodotti che offrono un reale vantaggio a livello medico”.

In ogni caso, l’impatto non sarà il medesimo dei generici sui farmaci tradizionali. “In primis, i prodotti biotecnologici sono infinitamente più complessi rispetto ai farmaci tradizionali, pertanto è più difficile ‘imitarli’” precisa Rudi van den Eynde che ricorda inoltre come gli organismi di controllo dei farmaci in America e in Europa esigano che i generici siano sottoposti a costose sperimentazioni cliniche, limitando la concorrenza a cui sono soggette le aziende biotecnologiche.

Un altro aspetto di supporto al settore è rappresentato dall’innovazione, basti pensare all’evoluzione del concetto di terapia genica o al fatto che le cellule geneticamente modificate sono divenuti realtà oggigiorno. Dal punto di vista degli investimenti, la dispersione molto pronunciata delle performance delle società del settore richiede un approccio attivo di selezione.

“Non ci si deve limitare ad una o più aree terapeutiche: gli investimenti si devono concentrare sui progressi clinici laddove in grado di cambiare il paradigma di trattamento, indipendentemente dalla patologia cui si applica” specifica Rudi van den Eynde che, per quanto riguarda la costituzione del portafoglio, dopo un primo filtro teso a eliminare le società la cui capitalizzazione di mercato è inferiore a 100 milioni di dollari, la sua selezione si concentra su due tipi di business molto distinti.

“Da un lato, le grandi capitalizzazioni del settore forniscono una certa stabilità al portafoglio. Dall’altro, le aziende agli albori del proprio sviluppo con un potenziale di crescita significativo, sono vettori di forti performance” rivela Rudi van den Eynde confidando come tale disciplina di selezione e di costituzione, combinata con un orizzonte d’investimento a tre-cinque anni, si sia rivelata molto utile fino ad oggi, consentendo di sovraperformare regolarmente l’indice in un universo biotecnologico in espansione.