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Perché le azioni europee e il dollaro possono salire nei prossimi mesi

Non è il caso di esagerare ma comperando nelle correzioni dei listini azionari europei e in quelle del dollaro USD si possono fare buoni affari a medio termine.

13 Giugno 2017 12:52
financialounge -  dollaro Edoardo Ugolini Emmanuel Macron Europa mercati azionari yen
financialounge -  dollaro Edoardo Ugolini Emmanuel Macron Europa mercati azionari yen

È convinto che ci sia ancora spazio nei prossimi mesi per un rialzo dell’azionario Europa e per il dollaro americano ma gli acquisti vanno fatti in modo mirato in occasione delle correzioni di mercato, anche quelle di minore entità. Allo stesso modo, attende un punto più interessante dei prezzi dei titoli di stato tedeschi a 30 anni per rientrare e posizionarsi al ribasso. Ecco alcune delle principali scelte di portafoglio rivelate in questa intervista esclusiva da Edoardo Ugolini, Portfolio Manager gestore del fondo Zest Absolute Return Var 4 di Zest AM.

Cominciamo dall’azionario. Dopo l’elezione di Macron avete ridotto l’esposizione azionaria, finendo il mese a +9% di esposizione: adesso a che livello siete?

"Dopo l’elezione di Macron il mercato ha registrato un rally e abbiamo preferito prendere beneficio in modo tattico. Restiamo compratori ma su livelli più bassi. Infatti, attualmente, siamo al 12,5% di esposizione netta (differenza tra esposizione lorda e posizioni short- ribassiste, ndr)".

In ogni caso, continuate ad essere convinti che il 2017 ha ancora spazio per vedere indici azionari più alti: quali le ragioni di questa convinzione?

"I profitti aziendali sono in salita e per la prima volta da molti anni le stime sugli utili vengono riviste al rialzo. Inoltre la crescita economica è positiva e la situazione politica in Europa si sta rasserenando".

Intanto a maggio avete tagliato le posizioni sulla volatilità, dopo il “flash crash” di metà mese (due giorni di correzione): ritenete quindi che la volatilità resti tendenzialmente bassa sugli attuali livelli?

"La volatilità è molto bassa e a questi livelli è un buon ammortizzatore alle posizioni più esposte al rischio. Per ribaltare il concetto non mi pare saggio vendere la volatilità a questi livelli".

In ambito valutario le vostre scelte restano confermate: quali le motivazioni che vi spingono a essere ‘rialzisti’ su dollaro USD e dollaro USD e ribassisti sullo yen?

"Adesso c’è stata una forte ricopertura di posizioni lunghe (rialziste) sul dollaro americano. Le politiche fiscali di Trump e le mosse della Federal Reserve propendono per un dollaro più forte: ecco perché stiamo comperando sulle debolezza del biglietto verde".

Per quanto riguarda il reddito fisso avete chiuso la posizione short (ribassista) sul Bund 30 anni (- 5%), e quella sugli titoli di stato OAT francesi (-2.5%): adesso su cosa puntate?

"Restiamo lunghi (rialzisti) nelle nostre posizioni sulla curva a breve. Attendiamo un momento di market timing (ovvero propizio in termini di quotazioni più convenienti) per riaprire le posizioni corte (ribassiste) sui bund tedeschi a 30 anni".
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