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Mercati emergenti, metterli tutti sullo stesso piano sarebbe un errore

Il contesto generale è ora più favorevole ai mercati emergenti che, però, non sono affatto uguali tra loro. I casi, diversi, di Messico, India e Brasile.

1 Giugno 2017 09:42

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“Mettere tutti i mercati emergenti sullo stesso piano sarebbe un errore” sostiene Krishan Selva, Client Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments osservando che, in un contesto generale tendenzialmente positivo, le eccezioni non mancano. Di conseguenza, il manager raccomanda di adottare una prospettiva globale e conoscenze locali nel selezionare i paesi sui quali investire.

Per farlo, è indispensabile un approccio attivo capace di coniugare l'analisi top-down (macro economica) e la ricerca fondamentale bottom-up (che permette di selezionare i settori e i titoli) in modo da generare alpha (extra rendimento) nel lungo periodo. Secondo Krishan Selva, sebbene sia giustificato il ritrovato interesse per i vantaggi fondamentali dei mercati emergenti, è altrettanto vero che i mercati emergenti non sono tutti uguali.

Basti pensare, per esempio, alle enormi differenze tra Messico, India e Brasile. “Il Messico è esposto alla ripresa della crescita statunitense ed evidenzia ottimi consumi interni: il possibile aggiornamento (e non più lo scogliemento, come invece si era detto subito dopo l’elezione di Trump) dell'accordo con gli Stati Uniti per il NAFTA offre importanti prospettive positive al paese. A riprova di questo cambio di posizione ci sono le dichiarazioni di Peter Navarro, consigliere del presidente americano, sulla creazione di una ‘locomotiva commerciale’ tra Stati Uniti, Canada e Messico” puntualizza Krishan Selva segnalando come il miglioramento del clima di fiducia abbia agevolato un rally del peso e delle azioni messicane.

Un altro paese con interessanti prospettive è l’India, dove il primo ministro Narendra Modi sta proseguendo nel suo programma di riforme. “La sua ambiziosa demonetizzazione, un duro attacco alla corruzione e all'economia sommersa, fa parte di un programma di riforme più ampio. In particolare, l'introduzione di un'imposta nazionale su beni e servizi, proposta per luglio, sostituirà almeno 15 diversi codici d'imposta a livello centrale e statale, riducendo l'evasione fiscale, la burocrazia e i costi logistici” riferisce Krishan Selva che poi parla di un paese con le prospettive più incerte: il Brasile.

“Il paese continua a evidenziare un netto disavanzo pubblico e livelli di debito in aumento, pertanto le imminenti riforme pensionistiche saranno un importante indicatore dei progressi per quest'ambito. Inoltre, la corruzione del governo è un rischio per il clima di fiducia, come dimostra lo scandalo delle tangenti che ha coinvolto la società edile Odebrecht” specifica Krishan Selva.

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