Cary Yeung

Obbligazioni in renminbi, un’interessante opzione per il medio lungo periodo

Le obbligazioni in renminbi cinesi rappresentano una diversificazione di portafoglio in quanto poco correlate agli altri segmenti del reddito fisso a livello globale.

31 Maggio 2017 09:55
financialounge -  Cary Yeung cina composizione del portafoglio diversificazione mercati obbligazionari Pictet Renminbi
financialounge -  Cary Yeung cina composizione del portafoglio diversificazione mercati obbligazionari Pictet Renminbi

Se l’investimento in un fondo obbligazionario da inizio anno ha reso poco (+0,75% in base all’indice generale dei fondi obbligazionari), quello in un buon fondo obbligazionario in renminbi ha fruttato ancora meno (+0,1%). Un risultato in netta controtendenza con quello che vantano i fondi obbligazionari Paesi emergenti (+3,62%).

Ancora peggio negli ultimi due anni. Mentre l’indice generale dei fondi obbligazionari segna un +1,62% e quello dei fondi obbligazionari paesi emergenti un più robusto +8,4%, un buon fondo obbligazionario in renminbi segna addirittura un -2,5%. Tuttavia, sulla distanza dei cinque anni, il fondo in renminbi si riprende la rivincita con una performance del +27,9%, contro il +26,1% dei fondi obbligazionari paesi emergenti e il +17,1% dell’indice generale dei fondi obbligazionari.

Ed è proprio questa la peculiarità che contraddistingue l’investimento in obbligazioni in renminbi cinesi, un’asset class interessante per il lungo periodo, come spiega Cary Yeung, Head of Greater China Debt di Pictet Asset Management: “Gli investitori fixed income sono ancora poco esposti al mercato obbligazionario cinese onshore, il terzo a livello mondiale con 9.400 miliardi di dollari di controvalore dei titoli in circolazione. Quello del debito cinese onshore in valuta locale è un mercato emergente sempre più profondo e aperto, in grado di aumentare il reddito e diversificare le fonti di rischio e rendimento di un portafoglio”.

L’asset class presenta rendimenti interessanti e una bassa correlazione con altre piazze del reddito fisso, e , dal momento che è espressa in renminbi, (valuta che secondo Cary Yeung nel lungo periodo dovrebbe rivalutarsi nel quadro del continuo processo di internazionalizzazione), offre un’ulteriore fonte di rendimento sotto forma di profitti sui cambi.

“I rendimenti dei titoli di Stato cinesi onshore a cinque anni si attestano intorno al 3,3%, contro l’1,8% dei Treasury USA e i tassi negativi delle obbligazioni governative giapponesi e tedesche con la stessa scadenza. Inoltre le correlazioni fra debito cinese onshore e altre asset class sono basse, anche perché il ciclo economico della Cina non è in sincrono con quello del mondo industrializzato” fa sapere Cary Yeung che, entrando nello specifico dei titoli in portafoglio rivela un sovrappeso sulle obbligazioni societarie statali di qualità in settori di importanza strategica, come elettricità, centrali elettriche, ferrovie e telecomunicazioni, con una duration (scadenza media dei titoli in portafoglio) inferiore a quella del benchmark in previsione di un rialzo dei rendimenti nel breve periodo.

“Teniamo sotto stretta osservazione pure il settore dei green bond cinesi, ancora agli esordi ma interessante nel quadro della mobilizzazione di capitali privati contro l’inquinamento e altri problemi ambientali. La Cina è già il primo mercato mondiale dei green bond: nel 2016 sono stati emessi 238 miliardi di renminbi (circa 36 miliardi di dollari) di titoli verdi, pari al 2% del mercato obbligazionario locale” conclude Cary Yeung.
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