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Materie prime, i tre fattori di supporto all’investimento

Protezione dall’inflazione, un più efficiente rapporto rischio – rendimento e una diversificazione rispetto all’azionario: i tre fattori di supporto alle materie prime.

27 Settembre 2016 10:24
financialounge -  commodities Duncan Lamont materie prime
financialounge -  commodities Duncan Lamont materie prime

Se si osservano le più recenti performance delle quotazioni delle materie prime con il cosiddetto ‘superciclo’ delle commodity (dal 2000 al 2011) non si può che giungere alla conclusione di essere piuttosto delusi. Basti pensare che, anche dopo il rialzo di quest’anno, il Bloomberg Commodity Index (rappresentativo di tutte le principali materie prime) si attesta al 50% al di sotto del massimo del 2011.

“Ma è proprio quando il sentiment di mercato è vicino a toccare il fondo che gli investitori dovrebbero rivalutare un investimento con un forte potenziale ri recupero e ripensare alle materie prime” commenta Duncan Lamont, Head of Reasearch and Analytics di Schroders, che poi aggiunge: “Raramente si sono visti tempi migliori per comprare commodity”.

La convinzione del manager si basa su tre fattori di supporto: protezione dall’inflazione, diversificazione rispetto all’azionario, e interessante potenziale per più efficienti rendimenti corretti per il rischio.
Le performance delle materie prime hanno dimostrato di essere migliori in parallelo alle accelerazioni dell’inflazione e viceversa, al contrario di quanto succede per le azioni e per le obbligazioni. Inoltre, altre asset class catalogate come strumenti di protezione dall’inflazione (obbligazioni indicizzate ai prezzi al consumo e immobiliare), evidenziato attualmente valutazioni che, a differenza delle materie prime, si collocano nella parte alta delle rispettive valutazioni storiche.

In secondo luogo, nonostante la relazione tra le commodity e il mercato azionario risulti molto variabile in funzione di diversi fattori, le materie prime costituiscono un buon strumento di diversificazione rispetto al rischio azionario: Inoltre, a differenza dell’equity, non si rende necessaria una visione particolarmente rialzista sulle prospettive delle materie prime per giustificare la loro presenza in portafoglio.

Il terzo fattore di supporto alle commodity è relativo al potenziale di rendimento interessante se corretto per il rischio. Le quotazioni delle materie prime viaggiano attualmente su livelli convenienti rispetto alle medie storiche e stanno scambiando a prezzi che risultano al di sotto dei loro costi marginali di produzione.

Infine, le commodity hanno registrato performance significativamente inferiori agli indici di Borsa negli ultimi anni: tutti elementi che confermano una loro maggiore convenienza, su base relativa, rispetto all’azionario.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Schroders
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