Amundi Protezione 90

Idee di investimento – Azioni – 23 maggio 2016

23 Maggio 2016 09:30
financialounge -  Amundi Protezione 90 compounder gestione attiva idee di investimento mercati azionari previdenza integrativa protezione del capitale volatilità
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“Le prospettive per la previdenza per la vecchiaia tramite assicurazioni sulla vita o investimenti in titoli a basso rischio assolutamente tranquilli non sono affatto buone. A chi vuole costituirsi una pensione restano ancora solo due alternative: smettere di risparmiare per la previdenza oppure passare ad altre forme d’investimento” fanno presente Yves Longchamp, CFA, Head of Research ETHENEA Independent Investors (Schweiz) AG, e Guido Barthels, Portfolio Manager ETHENEA Independent Investors S.A. nell’articolo “Previdenza integrativa, restano solo due alternative a disposizione”. Secondo i due manager, le azioni e le obbligazioni registreranno tendenzialmente un ulteriore rialzo e, sulla base di questa tendenza al rialzo sia per le azioni che per le obbligazioni, optano per una prospettiva long (rialzista) negli Ethna Funds di ETHENEA. “Ciò non significa che i nostri fondi siano sempre long, poiché i mercati dei capitali non si sviluppano mai linearmente e le oscillazioni rispetto ai valori tendenziali possono essere consistenti, a seconda che in un dato momento prevalga l’emozione maniacale o quella depressiva. L’approccio volto a ridurre al minimo le perdite per gli investitori e trattare con disciplina la volatilità ci conduce talvolta a tagliare drasticamente il rischio”, tengono tuttavia a precisare i manager.

A proposito di volatilità, secondo Colin Moore, CIO Globale di Columbia Threadneedle Investments, in assenza di essa vi sono scarse opportunità di rendimento. Pertanto, tenere in forma liquida i risparmi accumulati nel tempo per evitare lo spauracchio della volatilità (l’equivalente finanziario di nascondere la testa sotto le lenzuola) pregiudica il conseguimento di obiettivi a lungo termine”. Il manager, come ha modo di argomentare nell’articolo “In assenza di volatilità vi sono scarse opportunità di rendimento”, ritiene che nel prossimo decennio la volatilità sarà mediamente più elevata che negli ultimi 10 anni e che le fasi di volatilità acuta diventeranno più frequenti, poiché il tasso di crescita economica sostenibile sarà strutturalmente più contenuto e i rischi geopolitici più elevati che in qualsiasi altro periodo a partire dal secondo dopoguerra. La crescita modesta genera incertezza, mentre l’avversione alle perdite induce gli investitori a temere che un contrattempo economico o un evento geopolitico possano condurre all’assenza di crescita o a una recessione vera e propria. Il tabù della negatività tenderà ad amplificare le reazioni emotive alle notizie di eventi geopolitici e lo spauracchio della volatilità comparirà più spesso.

Per cercare di contrastare gli effetti indesiderati di un potenziale aumento della volatilità sui mercati, alcuni gestori di portafoglio si limitano a diminuire l’esposizione alle asset class più rischiose (azioni, convertibili, high yield, subordinati bancari, etc.), mentre altri cercano di individuare i titoli che potrebbero soffrire meno. “Molto dipenderà dall’origine di tale volatilità, ma in linea di massima in assenza di shock esterni i timori riguardanti lo stato attuale del ciclo economico ci sembrano oltremodo diffusi ed a volte superficiali” fa sapere, nell’articolo “Volatilità sui mercati, ecco cosa si può fare se tenderà ad aumentare”, Pasquale Corvino, Portfolio Manager del fondo Zest North America Pairs Relative di Zest AM, secondo il quale, inoltre, pur ammettendo che tali timori siano in parte condivisibili, li ritiene ampiamente scontati nei corsi azionari e molto meno in altre asset class. In aggiunta Pasquale Corvino, crede che gli sforzi e i progressi fatti finora meritino perlomeno il beneficio del dubbio.

Un altro modo di investire in questa fase, con una prospettiva di aumento della volatilità e dei conseguenti rischi di perdite a breve termine, consiste nel combinare un approccio di gestione attivo e dinamico con un meccanismo di protezione del capitale. È questa la caratteristica peculiare di [tooltip-fondi codice_isin="IT0005175523"]Amundi Protezione 90[/tooltip-fondi], il nuovo fondo flessibile multi asset di Amundi per la clientela retail italiana che, a una gestione attiva, dinamica e diversificata, affianca un meccanismo di protezione del capitale che garantisce il 90% del più alto valore della quota del fondo raggiunto nel corso dell’anno, o, se maggiore, dell’ultimo valore quota dell’anno precedente. Come spiegato nell’articolo “Amundi Protezione 90, gestione attiva e protezione in un unico fondo”, l’obiettivo di questo nuovo fondo è quello di realizzare una crescita moderata del capitale investito attraverso una gestione attiva e diversificata per asset class, aree geografiche e valute con l’obiettivo di cogliere le migliori opportunità presenti nei mercati.

Opportunità che restano l’obiettivo primario dei gestori azionari attivi. Il team di gestione del fondo [tooltip-fondi codice_isin="LU0119620176"]MS Global Brands[/tooltip-fondi] di Morgan Stanley IM, per esempio, punta sui compounder, cioè di quei titoli moltiplicatori di valore, identificabili in società in grado di accrescere regolarmente il capitale per gli azionisti con tassi di redditività superiori alla media di mercato nel lungo termine. I veri moltiplicatori di valore sono le aziende in grado di crescere stabilmente e di mostrare una relativa solidità nelle fasi di rallentamento dell’economia. Come specificato nel dettaglio nell’articolo “Borse, dove trovare le società capaci di accrescere valore nel tempo”, i settori nei quali il team individua più titoli compounder possono essere divisi in categorie. Nella prima, quella in cui sono rintracciabili molti “compounder” sono i settori Food & Beverage, tabacco, prodotti per la casa e l’igiene personale. Le aziende in questione sono spesso aziende molto diffuse sul mercato e che richiedono bassi costi per l’innovazione dei prodotti e un notevole potere nello stabilire i prezzi di acquisto. Poi ci sono i settori dove figurano soltanto alcuni selezionati “compounder”: media, editoria, informatica, industria e farmaceutica. Si tratta di settori nei quali emergono alcune specifiche nicchie in cui operano compounder, come il mercato dei prodotti farmaceutici, di consumo e quello dei software. Infine, per il team di gestione del fondo MS Global Brands di Morgan Stanley IM i settori con pochi “compounder” sono quello delle telecomunicazioni, della finanza, dei servizi di pubblica utilità e dei materiali.
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