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Economie emergenti, la nota stonata del Brasile

13 Maggio 2016 09:19
financialounge -  brasile mercati emergenti Monica Defend PIL Pioneer Investments
financialounge -  brasile mercati emergenti Monica Defend PIL Pioneer Investments
Dopo tre anni difficili (e un 2015 particolarmente duro), qualche raggio di sole sembra provenire dai mercati emergenti. Un dollaro americano più debole, una stabilizzazione dei prezzi delle materie prime e un più moderato percorso di rialzo dei tassi USA rispetto al previsto da parte della Federal Reserve, hanno stemperato le turbolenze persistenti sulle prospettive economiche dei mercati emergenti in generale. Tuttavia, il quadro è molto variegato tra i differenti paesi a causa delle condizioni economiche e politiche nazionali.

Per esempio l’area emergente dell’Asia mostra dei progressi macro economici rispetto a quelli evidenziati nel 2015. La Cina continua a sfornare dati meno preoccupanti rispetto ai timori di inizio anno e anche l’EMEA (emerging markets Europa e Africa) ha leggermente migliorato la propria situazione complessiva in virtù di esportazioni meno negative in Russia insieme a dati più contenuti sull'inflazione più bassa.

Per quanto riguarda invece l’America Latina, nonostante il miglioramento sul fronte delle esportazioni, rimane l'area con il peggior scenario macro. Qui la scena è dominata dal Brasile, con la notizia sull’impeachment del presidente Dilma Rousseff. Dopo il voto del Senato, il presidente Dilma Rousseff è stato temporaneamente rimosso dal suo ruolo fino alla prossima votazione finale che si dovrebbe svolgere entro luglio 2016. Con Dilma Rousseff in stato di accusa, il vice presidente Temer manterrà il ruolo di presidente fino alle nuove elezioni nel 2018. Nel frattempo il dibattito politico si concentra attualmente su chi entrerà a far parte del governo di Temer, in particolare per ricoprire il delicato incarico presso il Ministero delle Finanze.

Come è stato chiaramente dimostrato l'anno scorso, i riflettori delle agenzie di rating sono puntati sulla sostenibilità del debito del paese, e la selezione di un ministro delle Finanze efficace e stimato potrebbe portare almeno ad alleggerire il peso della situazione a breve termine.

“Nel complesso, non pensiamo che l'impeachment di per sé sia un punto di svolta per il Brasile. E’ improbabile che il governo Temer possa adottare cambiamenti strutturali e tanto necessari” sostiene Monica Defend, Head of Global Asset Allocation Research di Pioneer Investments. Secondo la strategist, è piuttosto difficile che il governo Tamer sia abbastanza forte da superare la resistenza politica per adottare le misure dolorose necessarie per affrontare le attuali terribili condizioni economiche anche perché faceva parte del governo Rousseff non più tardi di un mese.

“Crediamo che un nuovo governo democraticamente eletto potrebbe essere un punto di svolta, ma non vediamo questa opzione all'orizzonte prima della data fissata ufficialmente del 2018” puntualizza Monica Defend. Intanto le condizioni economiche del paese restano difficili. Il PIL del Brasile è sceso del 5,9% su base annua nel quarto trimestre del 2015 e ci si aspetta che possa essere calato del 5,7% nel 1 ° trimestre di quest’anno.

“Stiamo finalmente vedendo alcuni segnali positivi provenire dagli emerging markets. Tuttavia i prossimi mesi saranno cruciali per vedere se la primavera si trasformerà in una bella estate. E, in ogni caso, la selezione continuerà ad essere il fattore decisivo per investire nei mercati emergenti, offrendo opportunità per la gestione attiva” è la conclusione di Monica Defend.
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