Mercati emergenti, è il momento di impegnarsi attivamente

Federal Reserve
6 Maggio 2016 - 9:56

“All’inizio dell’anno siamo stati cauti verso i mercati emergenti, pur mantenendo una mente aperta. Ora pensiamo che sia giunto il momento di impegnarsi attivamente su questo fronte” commenta così l’attuale view sui mercati emergenti Geraldine Sundstrom, Responsabile del portafoglio di Asset Allocation EMEA di PIMCO, alla luce del costante miglioramento nel corso degli ultimi mesi del contesto relativo agli emergenti.

I prezzi delle materie prime sembrano aver toccato il fondo, la transizione economica della Cina sta procedendo bene e la Federal Reserve ha temporeggiato relativamente al suo piano per aumentare i tassi di interesse e, prendendo tale decisione, ha smorzato la forza del dollaro americano. Geraldine Sundstrom riassume così la sua view sull’azionario: “Il momento negativo dovrebbe finire presto, in funzione della fine del calo delle materie prime. Sulla base degli indici MSCI Emerging Markets e MSCI All Country World index, il rapporto prezzo/utili evidenzia uno sconto del 25% degli EM rispetto ai mercati sviluppati, i rendimenti dei dividendi sono leggermente superiori e il Roe (return-on-equity) è simile: inoltre i mercati emergenti mostrano un più alto rendimento dei free cash flow (8% contro il 6%). Ecco perché riteniamo che i titoli azionari siano un ottimo modo per ottenere l’esposizione sui mercati emergenti in modo selettivo”.

A livello valutario, invece, a Geraldine Sundstrom piace un certo numero di valute che offrono rendimenti capaci di rivaleggiare con l’high yield, rispetto ai quali vantano però più liquidità e molti meno rischi di oscillazioni di prezzo: tra questi figurano il peso messicano e il rublo russo.

Infine, per quanto riguarda i tassi, le curve di rendimento di Messico e Sud Africa, risultano particolarmente interessanti in quanto Geraldine Sundstrom ritiene che gli investitori abbiano considerato troppi rialzi dei tassi di interesse (già inclusi negli attuali prezzi). Tuttavia, tiene sempre a precisare Geraldine Sundstrom, mentre le prospettive per i mercati emergenti stanno migliorando, alcuni rischi rimangono. “Se la Cina, le banche centrali e le materie prime risultano meno preoccupanti rispetto all’inizio del’anno, nel prossimo futuro non possiamo escludere eventuali nuove tempeste, compresa una svalutazione più rapida del previsto del renminbi cinese oppure un altro calo improvviso del prezzo del petrolio” conclude Geraldine Sundstrom.

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