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Gestione attiva, occorre sapere che esistono importanti differenze

29 Aprile 2016 09:53
financialounge -  benchmark gestione attiva Invesco Invesco Mindset stile di gestione
financialounge -  benchmark gestione attiva Invesco Invesco Mindset stile di gestione
Su Invesco Mindset, la piattaforma educational messa a punto da Invesco per fornire ai consulenti finanziari una maggiore profondità di analisi sugli investimenti e favorire così il trasferimento delle nozioni finanziarie dai professionisti ai risparmiatori, è disponibile un nuovo interessante studio dal titolo «Pensi che la gestione attiva non sia per te? Pensaci ancora» (scaricabile dal sito invesco.it/mindset).

Benchè si tratti di un documento destinato ai consulenti e ai private banker alcuni contenuti sono di estremo interesse anche per il pubblico retail.

Tra questi, per esempio, il fatto che tra i fondi ad elevata componente attiva esistano importanti differenze. In primis, un fattore positivo che caratterizza un'elevata componente attiva è che il team di gestione adotta una filosofia e un processo di investimento articolato che segue un preciso metodo: questo significa che i risultati della gestione sono il prodotto di capacità ripetibili. Ne consegue, a sua volta, che gli investitori hanno una chiara visione dell'impostazione di tale gestore alla luce della quale possono riconoscersi (nel senso che possono condividerne la filosofia) e trarre conseguenti aspettative in termini di performance e controllo del rischio.

In secondo luogo, però, un'elevata componente attiva può far emergere un aspetto meno positivo. Si tratta dell'eventualità che un team di gestione adotti una deviazione non dichiarata rispetto allo stile prescelto: per esempio la possibilità che un gestore di un fondo di titoli ad alta capitalizzazione si orienti maggiormente verso il segmento a media capitalizzazione. Questa deviazione, in specifiche condizioni di mercato, potrebbe favorire la performance, ma potrebbe anche esporre l’investitore del fondo ad un inconsapevole sovrappeso sui titoli a media capitalizzazione: condizione che renderebbe incomprensibile una performance ridotta qualora i titoli ad alta capitalizzazione tornassero alla ribalta.

Infine, e siamo ad un terzo elemento distintivo, può anche capitare che i fondi ad elevata componente attiva siano confrontati con un benchmark inappropriato o disomogeneo.

Questi semplici esempi devono far comprendere ai risparmiatori che, sebbene la filosofia, il processo d'investimento, l'esperienza del gestore e altre misure qualitative siano componenti importanti del processo decisionale, vi sono altri parametri che, in combinazione con la componente attiva, contribuiscono a identificare risultati più differenziati tra i fondi ad elevata componente attiva e aiutano a selezionare un gestore. Un esercizio che presuppone un’ampia conoscenza del mercato che solo un consulente finanziario di fiducia di elevato standing qualitativo è in grado di garantire.
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