Settore bancario Europa, ecco tutti i fattori critici

Alasdair Ross
12 Aprile 2016 - 9:25

Il settore bancario europeo, nel suo complesso, non sembra essere esposto a rischi immediati ma, per una serie di ragioni, gli esperti di Columbia Threadneedle Investments preferiscono mantenere un sottopeso nel settore a livello azionario ed un posizionamento neutrale nel credito.

“In termini di attrattiva delle azioni delle banche europee, per il momento non possiamo affermare che le valutazioni abbiano raggiunto il livello più basso, poiché i rapporti prezzo / patrimonio netto (p/b) sono ancora superiori ai minimi del 2009 e del 2011. Le nostre raccomandazioni e ponderazioni a livello settoriale rimangono orientate al sottopeso. Considereremmo la possibilità di intervenire più verso metà portafoglio in base ai precedenti minimi (rispetto all’attuale livello di 0,7 del rapporto p/b)” fa sapere Frédéric Jeanmaire, Gestore azionario europeo di Columbia Threadneedle, mentre il suo collega, Alasdair Ross, Gestore obbligazionario corporate investment grade, aggiunge: “manteniamo un’esposizione neutrale al credito nel settore bancario. Il nostro posizionamento riflette due temi principali: il miglioramento disomogeneo dei fondamentali nel continente e il contesto regolamentare in costante evoluzione. In linea con i nostri giudizi fondamentali, deteniamo posizioni di sovrappeso in Regno Unito, Svizzera, Irlanda e Paesi Bassi e di sottopeso in Italia e Spagna. Per riflettere le nostre opinioni sull’evoluzione del quadro normativo, privilegiamo i segmenti più subordinati della struttura del capitale rispetto al debito senior”.

Secondo Columbia Threadneedle i prezzi riflettono principalmente i timori relativi alla crescita globale, al potenziale di recessione in Occidente e alle conseguenze di un’inversione del ciclo per gli istituti di credito europei. Inoltre, vi sono diversi fattori che contribuiscono a questa dinamica:

  • I timori relativi all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea (Brexit). Ciò può influire sulla qualità degli asset e sugli utili delle banche britanniche, nonché avere un impatto politico più ampio sul Regno Unito (Scozia) e sull’UE (Catalogna).
  • Le conseguenze dei tassi negativi nell’area euro sugli utili. È probabile che questo problema degli utili persista per alcuni anni. Inoltre dovrebbe incidere più che altro sui sistemi a tasso variabile, come l’Italia e la Spagna.
  • I problemi di qualità degli asset nei sistemi bancari italiano e portoghese: Monte Dei Paschi è un istituto con rilevanza sistemica, ma è fortemente sottocapitalizzato.
  • La rivalutazione della solvibilità sovrana. Le banche europee hanno ancora ampi portafogli di titoli di Stato europei con ponderazioni di rischio dello 0% (di solito >1x rispetto al capitale proprio)
  • L’esposizione all’energia. È gestibile nella misura del 2-3% del portafoglio prestiti per le società europee di dimensioni maggiori e presenta una qualità creditizia più elevata rispetto all’esposizione alle banche USA.
  • I timori specifici su Deutsche Bank e sui suoi titoli AT1 (additional tier 1, obbligazioni ibride). Deutsche Bank non sembra essere a rischio d’insolvenza, ma nel 2017 il mancato pagamento delle cedole discrezionali dei titoli AT1 è altamente probabile.