Brexit

Idee di investimento – Obbligazioni – 29 marzo 2016

29 Marzo 2016 09:36
financialounge -  Brexit consulente finanziario idee di investimento inflazione mercati obbligazionari oro prudenza
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Alla luce della volatilità ancora elevata sui mercati e degli scarsi miglioramenti nelle tendenze economiche e di mercato, diversi gestori attivi caratterizzati da un approccio a rischio controllato, hanno continuato ad investire con molta prudenza. “Le tensioni finanziarie si sono accentuate, come evidenziato dall’ampliamento degli spread creditizi e dai tassi di default impliciti nei CDS (credit default swaps, i derivati che permettono di proteggersi dal fallimento di un emittente obbligazionario, ndr). Restiamo prudenti sui titoli societari e abbiamo pertanto ridotto del 3,5 % l’esposizione alle obbligazioni non investment grade portandola al 9,4 %” fa sapere, nell’articolo “Perché la prudenza sui mercati non è mai troppo”, il team di gestione del fondo [tooltip-fondi codice_isin="LU0136412771"]Ethna-AKTIV[/tooltip-fondi] di Ethenea che, inoltre, ha incrementato gli investimenti in titoli sovrani, in particolare Treasury statunitensi, per riuscire a cogliere i potenziali flussi sui beni rifugio e beneficiare dei rendimenti inferiori in caso di ulteriore deterioramento delle condizioni economiche. È stata anche ridotta la duration modificata del portafoglio a 5,5 (cioè la sensibilità del portafoglio alla variazione dei tassi di interesse di mercato, ndr), per ridimensionare il rischio complessivo alla luce della volatilità presente nel mercato obbligazionario.

Jim Cielinski, Responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle, e David Oliphant, Direttore esecutivo, Reddito fisso di Columbia Threadneedle, sono invece moderatamente positivi sul debito societario. “Le valutazioni del mercato sono senz’altro più allettanti che non agli inizi del 2015. In termini di spread (extra rendimento rispetto ai titoli governativi di pari durata, ndr), ad esempio, le obbligazioni societarie investment grade statunitensi sono divenute molto più vantaggiose, pressoché nella misura di una deviazione standard rispetto ai parametri storici” sottolineano i due manager secondo i quali se è vero che questo lungo ciclo del credito societario sta per concludersi, è altrettanto vero che non è ancora giunto al termine. “A fronte di tassi d’interesse negativi, di una ripresa economica incerta e del pericolo di deflazione, ci aspettiamo che la domanda di obbligazioni societarie rimanga nel complesso stabile. Le politiche monetarie in Europa sono diverse e gli extra-rendimenti saranno contenuti, ma dovrebbero essere positivi. Siamo più ottimisti riguardo ai rendimenti delle obbligazioni societarie rispetto a quelli dei titoli di Stato” concludono nell’articolo “Obbligazioni, perché preferire i corporate bond ai governativi”, i due manager.

Anche Gareth Isaac, Fixed Income Fund Manager, Schroders, è positivo sulle obbligazioni societarie come ha spiegato nell’articolo “Obbligazioni societarie euro, le prospettive restano solide”: “Ci aspettiamo che le obbligazioni societarie investment grade continuino a mettere a segno performance solide da qui in avanti. Gli spread sul credito (l’extra rendimento rispetto ai titoli di stato) dovrebbero restringersi, mentre gli investitori dovrebbero orientarsi verso asset societari con rendimenti più elevati. Questo impatto è stato positivo anche per i mercati azionari, dato che il costo del capitale è migliorato” conclude Gareth Isaac.

Per quanto riguarda i potenziali rischi di mercato, restano aperti diversi fronti: l’economia cinese e il renminbi potrebbe scivolare di nuovo, la crescita degli Stati Uniti potrebbe accelerare, costringendo la Fed a stringere sui tassi USA più rapidamente del previsto spingendo un nuovo rally del dollaro. Come copertura del portafoglio a questi imprevisti, Richard Turnill, BlackRock’s Global Chief Investment Strategist, come spiega nell’articolo “Il mix giusto comprende azioni value, oro e bond legati all’inflazione”, preferisce optare per l’esposizione all’oro e alle obbligazioni protette dall’inflazione.

Intanto gli investitori si interrogano sui possibili esiti del referendum su Brexit, in programma il prossimo 23 giugno. Gli esperti di JPMorgan Asset Management, nell’articolo “Brexit, tutti i rischi e le opportunità per gli investitori”, hanno delineato le principali implicazioni. La sterlina potrebbe restare debole per tutto il periodo della campagna del referendum. Le obbligazioni governative potrebbero invece essere meno soggette al rischio di ribasso, dal momento che le finanze inglesi sono piuttosto solide. Gli investimenti resteranno bassi per effetto del clima d’incertezza mentre dopo l’esito del referendum tutto dipenderà dalla stabilità del risultato. Infine, i settori più orientati all’export potrebbero beneficiare della sterlina bassa.

Guardandosi intorno, si ha la conferma che per gli investitori, e più in particolare quelli che privilegiano il reddito fisso, è sempre più difficile muoversi. Ecco perché cresce l’esigenza di confrontarsi con un esperto di fiducia. “Il ruolo del promotore finanziario ricopre una posizione sempre più importante nel nostro paese” ha commentato Marco Negri, Country Head di Legg Mason Italia, in occasione della pubblicazione dalla nuova edizione della Global Investment Survey, giunta al quarto anno e realizzata da Legg Mason Global Asset Management. L’indagine, i cui dettagli sono stati rivelati nell’articolo “Consulente finanziario, un ruolo sempre più importante in Italia”, è stata condotta in 19 paesi e ha raccolto i dati di oltre 5.000 rispondenti, mettendo a confronto, per la prima volta, i comportamenti delle due principali classi di età, ovvero quella tra i 40 e i 75 anni e i più giovani, tra i 18 e i 39 anni. Il sondaggio del 2015 evidenziava come solo il 40% dei rispondenti si affidasse ai consulenti finanziari, mentre ora questa soluzione è scelta da più della metà (53%) degli intervistati.
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