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International Editor’s Picks – 22 febbraio 2016

22 Febbraio 2016 09:45
financialounge -  Apple cina donald Trump FBI fusioni e acquisizioni International Editor's Picks John Hussman Wall Street
financialounge -  Apple cina donald Trump FBI fusioni e acquisizioni International Editor's Picks John Hussman Wall Street
Law-and-order
È il titolo di una delle serie tv più popolari d’America (e grazie a Sky anche in Europa). Donald Trump lo sa e ha deciso di giocare proprio la carta “legge e ordine” per utilizzare a fini elettorali il rifiuto di Apple alla richiesta dell’FBI di avere accesso ai dati privati per le sue indagini sulla strage di San Bernardino. Quello tra Apple e Trump, che è arrivato a chiedere di boicottare l’icona mondiale degli smartphone, è uno scontro tra giganti che appassiona tutta la stampa americana. Nessuno sa come andrà a finire. Quello che è certo è che ancora una volta The Donald è riuscito a conquistare le prime pagine e il prime time delle news in tv senza spendere un dollaro in advertising, proprio mentre uno dei suoi rivali, Jeb Bush, getta la spugna perché ha finito i soldi, dopo aver speso centinaia di milioni di dollari in noiose quanto inutili campagne pubblicitarie. Non è uno scontro alla pari, Apple probabilmente vincerà ma rischia qualcosa, è stata messa dalla parte dei cattivi e qualche danno in termini di vendite lo potrebbe anche subire, mentre Trump non rischia niente, non vende smartphone ma sogni, e il risultato lo ha già ottenuto.

Siamo cinesi, non ci serve Wall Street
È la conclusione cui arriva il Wall Street Journal dopo che China Citic Bank Corp e China International Capital Corp sono riuscite a ottenere da grandi gruppi cinesi i mandati per una serie di acquisizioni e operazioni di M&A che hanno come target asset occidentali. Erano anni che i big di Wall Street si preparavano all’accelerazione in corso da parte dei cinesi sui mercati avanzati, e ora rischiano di rimanere a bocca asciutta. Anzi, ci sono già rimasti. Quest’anno ha già visto operazioni di acquisizione da parte di società cinesi per ben $81,5 miliardi ma non una sola banca di Wall Street ha trovato un posto tra i primi tre advisor di parte cinese, che hanno invece visto sul podio HSBC, China Citic Bank e CICC. Per HSBC e China Citic il bottino più grosso è venuto dal ruolo di advisor svolto per China National Chemical Corp nell’acquisto per $43 miliardi del gruppo agrochimico svizzero Syngenta. Decine di milioni di dollari in fees che vanno ai cinesi grazie a una serie di vantaggi rispetto ai competitor occidentali, primo tra tutti le buone, anzi ottime, relazioni con i regolatori cinesi.

Il tempo delle cassandre
Dopo le prime sette settimane e mezzo del 2016 nessuno sa dove sono diretti i mercati, e i previsori di catastrofi trovano più spazio del solito sui media. È il caso di John Hussman che guida l’omonimo fondo di investimento e che propone un parallelismo, opportunamente supportato da chart tagliate alla bisogna, con il grande crollo del 1929. Business Insider non resiste alla tentazione di regalargli un titolo, anche se non riesce a prendere poi troppo sul serio le previsioni di Hussman. Secondo cui la correzione dell’azionario americano del 15% rispetto ai massimi recenti costituisce solo un antipasto. Il piatto forte delle sue previsioni è un crollo verticale il cui arrivo sarebbe anticipato dall’analisi tecnica e da una serie di fattori: avversione al rischio e spread tra le diverse categorie di bond. Hussman non è nuovo ad abbagli, e si produsse in previsioni simili a inizio 2009, quando il mercato invece stava per toccare i minimi e si preparava a inaugurare uno dei rally di Borsa più lunghi della storia.
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