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Mercati emergenti, l’orientamento giusto degli investitori

4 Febbraio 2016 10:09
financialounge -  asset class cina Federal Reserve mercati emergenti Michael Gomez PIMCO
financialounge -  asset class cina Federal Reserve mercati emergenti Michael Gomez PIMCO
Nelle prime settimane del 2016 si è potuto constatare come i mercati emergenti rimangano vulnerabili a un clima di avversione al rischio e agli ostacoli ciclici internazionali: dall’inasprimento avviato dalla Fed a dicembre al rallentamento della Cina fino alla debolezza delle materie prime. Inoltre la diminuzione della liquidità di mercato ha aggiunto un altro ostacolo di rilievo negli scambi delle asset class emerging markets.

Quale dovrebbe essere l’orientamento degli investitori nei confronti dei mercati emergenti nel 2016?
“Alla luce di tutto questo, manteniamo sui mercati emergenti un posizionamento modesto, riservandoci sufficienti «munizioni» liquide per incrementare l’esposizione qualora si materializzino ulteriori anomalie nel mercato” commenta Michael Gomez, responsabile della gestione di portafoglio per i mercati emergenti, che, tuttavia, osserva anche segnali positivi nei mercati emergenti.

“La capacità di servizio del debito mostra una buona resistenza agli shock, le valutazioni si sono adeguate e i fattori tecnici negativi potrebbero essere in diminuzione a fronte dell’attenuazione dei deflussi e del calo delle emissioni lorde. Riteniamo che sia ancora possibile per i mercati emergenti attuare una svolta nel corso di quest’anno, ma seguiamo con attenzione l’evolversi degli eventi, soprattutto in relazione alla Cina” spiega Michael Gomez che al contempo, ravvisa opportunità in alcune classi di attivo: il manager favorisce innanzitutto le posizioni short (ribassiste) sulle valute asiatiche, seguite dall’esposizione a titoli quasi sovrani selezionati, i cui prezzi scontano già un notevole rischio al ribasso ma la cui qualità creditizia evidenzia un’ottima tenuta, grazie anche al sostegno di solidi bilanci sovrani.

“Riteniamo inoltre che alcuni paesi con fondamentali solidi, che hanno perso terreno con il resto dei mercati emergenti nel corso dell’ultimo anno, potrebbero offrire valutazioni interessanti. Tra questi vi sono economie, come il Messico e l’India, caratterizzate da una domanda interna in espansione e da una minore dipendenza dalle materie prime e dalla Cina” conclude Michael Gomez.
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