Azionario Europa, il valore aggiunto di gestione attiva e lungo termine

BCE
1 Febbraio 2016 - 10:28

Chiaramente i rischi sono aumentati come dimostra l’aumento sensibile della volatilità sui mercati. Ed ecco perché è sempre più importante diversificare tra le azioni. Ma per chi seleziona in modo attivo, la recente correzione rappresenta un’opportunità di acquisto. Sono questi alcuni dei punti di rilievo emersi in questa intervista esclusiva a FinanciaLounge rilasciata da Frederic Jeanmaire, gestore del fondo azionario Threadneedle Pan European Focus Fund . Il manager, in ogni caso, ritiene che, per una serie di ragioni, nel 2016 un approccio attivo, con un focus sulle valutazioni e sui fondamentali dovrebbe essere più importante di quanto non sia stato negli ultimi anni, quando i mercati erano sostenuti da liquidità abbondante e crescente.

 

Le Borse Europee, come peraltro quelle di tutto il mondo, hanno registrato una forte correzione da inizio anno che, sommata a quella del mese di dicembre 2015, hanno portato gli indici a -15% dal 30 novembre scorso. Pensa che si tratti di una correzione “fisiologica” dopo tanti anni di crescita azionaria oppure di una possibile inversione di tendenza?

La consideriamo una correzione naturale per due ragioni. La prima è che i mercati hanno preso atto che la crescita globale quest’anno sarà più lenta delle attese, con un’attenzione particolare alla Cina, il che ovviamente vuol dire che il futuro è più incerto. La seconda ragione è il cambiamento di politica monetaria negli USA. L’alta marea globale del QE che finora aveva tenuto a galla tutte le barche sta per rifluire. Per gli investitori vuol dire che la volatilità sta aumentando e che è sempre più importante diversificare tra le azioni. Per chi seleziona in modo attivo la recente correzione rappresenta un’opportunità di acquisto. Chiaramente i rischi sono più elevati, in particolare per i business esposti per esempio alle aree più deboli dell’economia cinese o all’America Latina. Ma il prezzo basso del petrolio è un fattore positivo per molte società. Vediamo molte opportunità di acquisto su società con prospettive di recupero, con track record di lungo termine di ritorni sostenibili e che ora sono meno costose. Il rallentamento globale avrà certo qualche impatto su questi titoli, ma sarà limitato.

 

Voi siete gestori attivi. Ritiene che l’attuale contesto del mercato azionario Europeo sia più favorevole a voi rispetto ai gestori e fondi passivi? E perché?

Riteniamo per una serie di ragioni che nel 2016 un approccio attivo, con un focus sulle valutazioni e sui fondamentali dovrebbe essere più importante di quanto non sia stato negli ultimi anni, quando i mercati erano sostenuti da liquidità abbondante e crescente. Negli ultimi anni i mercati azionari hanno fatto molto bene, e la storia insegna che non può durare per sempre. Per questo le strategie passive difficilmente in futuro avranno lo stesso successo che hanno avuto in passato. Siamo in un mondo a bassa crescita, che vuol dire ritorni contenuti, potenzialmente deflazionistico, in parte perchè il normale processo di distruzione creativa tipico delle recessioni questa volta non ha avuto luogo. Ne è risultato un mondo inondato da un eccesso di capacità produttiva in molti settori. Un eccesso che può richiedere anni per essere ridimensionato e che eserciterà una pressione al ribasso sugli utili. Chi sarà capace, nonostante questo, di realizzare una crescita importante dei profitti, sarà trattato a premio rispetto alla media di mercato e costituirà un buon investimento. In questo contesto macroeconomico volatile l’investitore deve prestare più attenzione ai fondamentali di ciascuna società. Infine, la crescita dei fondi a gestione passiva (molti dei quali replicano gli indici) ha aumentato l’inefficienza del mercato, sovrapesando acquisti e vendite insensibili al prezzo: un gestore attivo può trarre beneficio da queste inefficienze.

 

In quali settori intravedete le migliori opportunità di investimento per i prossimi 12 mesi?

Siamo investitori a lungo termine e in quanto tali guardiamo a società che siano in grado di sostenere la crescita della redditività nel lungo termine nonostante condizioni macroeconomiche avverse. In questo inizio di 2016, sono presenti importanti rischi, sia a livello macroeconomico che su specifici titoli, che derivano dal rallentamento cinese e dalle turbolenze collegate sul mercato delle commodity. I grandi titoli minerari sono stati duramente penalizzati, così come i petroliferi e gli energetici. Adesso gli effetti si fanno sentire su alcuni titoli industriali che facevano affidamento sugli investimenti dei gruppi minerari e energetici. Di converso, business di alta qualità con barriere all’ingresso in aree come la tecnologia e la sanità hanno fatto bene, e continueranno probabilmente a farlo in considerazione dei trend crescenti della digitalizzazione e dell’invecchiamento della popolazione in gran parte del mondo sviluppato.

 

Concludendo, su cosa ponete maggiormente la vostra attenzione nella selezione delle aziende nelle quali investire?

In generale, siamo alla ricerca di:

  • Una gestione forte, nella quale crediamo e che riteniamo possa conseguire una crescita significativa;
  • Un modello di business solido per la generazione di profitto e un franchising sostenibile, magari abbinati ad un vantaggio competitivo sostenibile e ad un pricing power. Quando una società è in grado di aumentare i prezzi a prescindere dal contesto, questo è un segno di un business forte e differenziato
  • Un modello finanziario robusto, con crescita e profitti visibili, un forte flusso di cassa e di bilancio, e in cui gli interessi del management siano allineati con gli azionisti;
  • Un potenziale rialzo della valutazione aziendale;
  • Il potenziale miglioramento in uno qualsiasi di questi fattori sopra accennati.