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Topix Giappone, c’è un potenziale del +30% a due anni

19 Novembre 2015 11:11
financialounge -  giappone Kenji Ueno settore immobiliare topix turismo
financialounge -  giappone Kenji Ueno settore immobiliare topix turismo
“Ci aspettiamo un potenziale rialzista di circa il 30% nei prossimi due anni per l’indice Topix della Borsa di Tokyo: il mercato continua infatti a essere su un percorso al rialzo nel medio termine e la recente correzione offre grandi opportunità di investimento” sostiene Kenji Ueno, gestore del fondo [tooltip-fondi codice_isin="lu0940720005"]UBAM - SNAM Japan Equity Value[/tooltip-fondi] di Union Bancaire Privée (UBP), che ricorda come, nonostante sia quasi raddoppiato dall’avvio del Governo Abe, nel dicembre 2012, il Topix sia ancora al di sotto del picco raggiunto nel 2007, pari a 1.800 punti. Una tesi che trova supporto dal consensus degli analisti finanziari sugli utili per azione nell’anno fiscale 2015 che potrebbe chiudere a una cifra vicina al +15%: un trend che dovrebbe proseguire anche il prossimo anno alla luce dell’espansione dei fatturati, dello yen più debole e del taglio delle tasse per le imprese.

“Ora gli investitori sembrano meno pessimisti e i profitti aziendali hanno già toccato i massimi storici e ci si attende un’ulteriore crescita. Inoltre, le imprese stanno attuando politiche favorevoli agli azionisti, come i programmi di buy-back, (riacquisto di azioni proprie), l’incremento dei dividendi e l’ottimizzazione del rendimento del capitale (RoE, return on equity)” fa presente Kenji Ueno che segnala quello immobiliare in ripresa: il tasso di sfitto degli uffici, sensibile ai trend economici, sta diminuendo costantemente, creando domanda per nuove costruzioni. Molti progetti sono poi in corso d’opera, grazie alla ripresa degli investimenti e, a nostro avviso, questi ultimi cresceranno con l’avvicinarsi del 2020, anno in cui Tokyo ospiterà i giochi olimpici.

“Anche il settore del turismo cresce, sospinto dall’Abenomics. Il numero di turisti stranieri sta crescendo del 50% a/a al 30 settembre 2015, un tasso che permetterebbe al Governo di raggiungere prima del previsto il target di 20 milioni di presenze straniere entro il 2020” conclude il manager.
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