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Dollaro e sterlina, come regolarsi con il rialzo dei tassi

13 Agosto 2015 12:04
financialounge -  Anima Sgr dollaro Fondi obbligazionari mercati valutari sterlina tassi di interesse
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È uno dei mercati finanziari più liquidi in assoluto. Consente di diversificare gli investimenti in funzione sia delle variabili macro economiche che in relazione ai flussi dei grandi gestori internazionali. E quest’anno ha offerto ai risparmiatori italiani interessanti opportunità di guadagno. Stiamo parlando del mercato valutario che ha visto l’euro in arretramento sulle principali valute straniere sia di paesi sviluppati che di quelli emergenti.

Il cambio della divisa unica europea dal primo gennaio al 7 agosto scorso mostrava infatti una contrazione del 9,88% verso il dollaro USA, del 6,06% nei confronti dello yen giapponese, del 9,47% rispetto alla sterlina inglese e del 10,7% paragonato al franco svizzero. L’euro si è inoltre deprezzato di circa 10 punti percentuali da inizio anno anche rispetto alla rupia indiana mentre gli unici significativi apprezzamenti di valore sono stati registrati rispetto alla lira turca (+7,74%), al dollaro neozelandese (+7,23%) e, soprattutto, al real brasiliano (+19,78%).

Ma d’ora in avanti le cose potrebbero cambiare perché la Cina ha avviato la svalutazione del renminbi mentre all’orizzonte si profila il rialzo dei tassi di interesse americani da parte delle Fed cui dovrebbe seguire quello dei tassi del Regno Unito. In contrapposizione a queste mosse, la BCE dovrebbe invece proseguire il suo QE (Quantitative Easing), cioè l’acquisto sul mercato di titoli di stato e obbligazioni in euro per 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016. Se tutto questo prendesse effettivamente corpo, il mercato valutario riceverebbe input precisi per un ulteriore forte apprezzamento del dollaro USA, e un sostegno alla sterlina. Ecco perché, secondo molti gestori, dopo l’accordo, almeno temporaneo, tra credito e Grecia, la componente valutaria è tornata a rappresentare una fonte importante di alpha (extra rendimento) dei fondi obbligazionari flessibili.

D’altra parte tra i tanti vantaggi della gestione attiva dei prodotti del risparmio gestito (fondi comuni, sicav e gestioni patrimoniali) è rappresentato proprio dalla possibilità di poter adottare scelte dinamiche di portafoglio in funzione dell’evoluzione del contesto di mercato al fine di intercettare tutte le nicchie potenziali di guadagno. Per il team gestionale di Anima, in particolare, le tematiche della componente valutaria di portafoglio poggiano proprio sulle dinamiche attese e fortemente divergenti delle politiche monetarie fra le Banche Centrali. Tradotto in pratica, significa un aumento dell’esposizione al dollaro americano finanziandosi con la vendita euro, yen e dollaro canadese, corona norvegese, dollaro australiano e neo zelandese, cioè le divise le cui banche centrali evidenziano la volontà nel proseguire condizioni di politiche monetarie espansive volte a sostenere le economie dei rispettivi paesi ancora alla ricerca di una crescita sostenibile. Inoltre, nelle ultime settimane, il team gestionale di Anima, tenendo conto del nuovo calo delle quotazioni delle materie prime, ha privilegiato le monete dei Paesi importatori rispetto a quelle dei Paesi esportatori, penalizzati dalla situazione contingente.
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